Se così si può dire…di Paolo De Benedetti

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Variazioni sull’ebraismo vivente. Prefazione del card. Carlo Maria Martini. A cura di Fabio Ballabio e Gioachino Pistone

Descrizione

«Se così si può dire» è la traduzione più fedele dell’espressione ebraica kivjaqôl, che indica il paradosso per cui alla Torah è richiesto di esprimere qualcosa su Dio con il linguaggio umano, inevitabilmente inadeguato. L’espressione, con tutto ciò che ne consegue, oggi è familiare a molte persone, grazie all’insegnamento che Paolo De Benedetti ha offerto a generazioni di italiani che oggi guardano con occhi nuovi al rapporto fra ebraismo e cristianesimo.
Anche dopo il concilio Vaticano II, infatti, la mentalità comune ha continuato a considerare l’ebraismo una religione superata, la radice di una pianta i cui frutti, fiori e foglie erano tutti e solo del cristianesimo. Proprio per questo l’autore non ama l’espressione «radice ebraica» e ritiene che la ricerca di un dialogo con l’ebraismo vivente significhi accettarlo come esso è e si percepisce nel presente, non come è stato o vorremmo che fosse. Da qui la necessità di una teshûvah, di una «conversione», da parte di tutte le Chiese cristiane.

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«Se così si può dire» è la traduzione più fedele dell'espressione ebraica kivjaqôl, che indica il paradosso per cui alla Torah è richiesto di esprimere qualcosa su Dio con il linguaggio umano, inevitabilmente inadeguato. L'espressione, con tutto ciò che ne consegue, oggi è familiare a molte persone, grazie all'insegnamento che Paolo De Benedetti ha offerto a generazioni di italiani che oggi guardano con occhi nuovi al rapporto fra ebraismo e cristianesimo. Anche dopo il concilio Vaticano II, infatti, la mentalità comune ha continuato a considerare l'ebraismo una religione superata, la radice di una pianta i cui frutti, fiori e foglie erano tutti e solo del cristianesimo. Proprio per questo l'autore non ama l'espressione «radice ebraica» e ritiene che la ricerca di un dialogo con l'ebraismo vivente significhi accettarlo come esso è e si percepisce nel presente, non come è stato o vorremmo che fosse. Da qui la necessità di una teshûvah, di una «conversione», da parte di tutte le Chiese cristiane.

Informazioni aggiuntive

Autore: Paolo De Benedetti EAN/ISB: 9788810207062
Editore: EDB - Edizioni Dehoniane Bologna Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 234
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Paolo De Benedetti
PAOLO DE BENEDETTI è stato docente di Giudaismo nella Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano e di Antico Testamento negli Istituti di Scienze Religiose delle Università di Urbino e di Trento. Direttore editoriale prima alla Bompiani e poi alla Garzanti, ha curato edizioni di dizionari, enciclopedie, classici della teologia, della filosofia e della letteratura. Autore di numerose opere e di cicli monografici per la trasmissione radiofonica della Rai «Uomini e Profeti», curata da Gabriella Caramore, dirige la collana Pellicano rosso della Morcelliana.

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