La seduzione totalitariadi Angelo Ventrone

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Guerra, modernità, violenza politica (1914-1918)

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Descrizione

Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all’avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro – una ricerca originale condotta da uno dei più valenti storici italiani di nuova generazione – è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l’intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere «rivoluzionario» e, per non pochi aspetti, «totalitario». Il conflitto costituì in effetti una vasta e complessa esperienza di contaminazione ideologica in cui movimenti, organizzazioni, associazioni, individui collocati all’inizio su versanti opposti, si mescolarono, ruppero le vecchie appartenenze, collaborarono sempre più strettamente, coltivarono comuni progetti e, soprattutto, si trovarono a riflettere insieme sul mutamento sostanziale che la politica subiva in quel breve ma straordinariamente intenso periodo. L’Italia non fu un caso isolato; molti di questi elementi si presentarono infatti in tutti gli Stati in guerra, ma fu qui che essi finirono con l’assumere caratteri estremi e realmente minacciosi per l’ordine costituito, cosicché molte delle «novità» che avrebbero caratterizzato il regime dittatoriale devono essere retrodatate, più di quanto la storiografia abbia fatto finora, al periodo bellico. In definitiva, in Italia la generazione della guerra non contribuì solo a creare il clima culturale in cui la dittatura si sarebbe poi sviluppata, ma fece molto di più: si mise alla ricerca di un modello politico alternativo, più adeguato di quello liberal-democratico alle trasformazioni che la modernità aveva avviato, e cercò, nello stesso tempo, di individuare anche gli strumenti atti ad avviarne la costruzione.

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Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all’avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro – una ricerca originale condotta da uno dei più valenti storici italiani di nuova generazione – è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l’intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere «rivoluzionario» e, per non pochi aspetti, «totalitario». Il conflitto costituì in effetti una vasta e complessa esperienza di contaminazione ideologica in cui movimenti, organizzazioni, associazioni, individui collocati all’inizio su versanti opposti, si mescolarono, ruppero le vecchie appartenenze, collaborarono sempre più strettamente, coltivarono comuni progetti e, soprattutto, si trovarono a riflettere insieme sul mutamento sostanziale che la politica subiva in quel breve ma straordinariamente intenso periodo. L’Italia non fu un caso isolato; molti di questi elementi si presentarono infatti in tutti gli Stati in guerra, ma fu qui che essi finirono con l’assumere caratteri estremi e realmente minacciosi per l’ordine costituito, cosicché molte delle «novità» che avrebbero caratterizzato il regime dittatoriale devono essere retrodatate, più di quanto la storiografia abbia fatto finora, al periodo bellico. In definitiva, in Italia la generazione della guerra non contribuì solo a creare il clima culturale in cui la dittatura si sarebbe poi sviluppata, ma fece molto di più: si mise alla ricerca di un modello politico alternativo, più adeguato di quello liberal-democratico alle trasformazioni che la modernità aveva avviato, e cercò, nello stesso tempo, di individuare anche gli strumenti atti ad avviarne la costruzione.

Informazioni aggiuntive

Autore: Angelo Ventrone EAN/ISB: 9788879898409
Editore: Donzelli Editore Protezione: none | acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Angelo Ventrone
Angelo Ventrone insegna storia contemporanea all’Università di Macerata. Studioso di movimenti sociali, di comunicazione e violenza politica, con Donzelli ha pubblicato Il nemico interno. Immagini e simboli della lotta politica nell’Italia del ’900 (2005), Grande guerra e Novecento. La storia che ha cambiato il mondo (2015) e nel 2019 ha curato L’Italia delle stragi. Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati.

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