Il lato selvatico del tempodi Marco Aime

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Descrizione

Durante le veglie invernali, nel cuore della Val Grana, prendevano vita racconti popolati di figure ambigue e affascinanti: le “masche”, crudeli streghe vendicatrici – secondo la credenza popolare – o, più probabilmente, donne ribelli che osavano sottrarsi al controllo sociale, incarnando paure collettive.
Soggiornando per un anno nella piccola borgata della Chalancho, Marco Aime ha indagato questo sistema simbolico, dando voce a una comunità per la quale l’oralità non era semplice intrattenimento, ma uno spazio in cui si riflettevano i ruoli di genere, i rapporti di potere e la memoria condivisa. Il risultato è una ricostruzione etnografica che parla del passato – e che interroga anche il presente – su temi sempre più sbiaditi: l’identità, la cura della terra, il senso del limite e della comunità.
A distanza di anni, l’autore torna a quel microcosmo con uno sguardo più intimo, intrecciando rigore antropologico e nostalgia per un mondo ormai scomparso… un mondo in cui raccontare era anche un atto di resistenza, un modo per custodire legami profondi con la natura e trovare, attraverso la parola condivisa, forza e conforto.

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Descrizione

Durante le veglie invernali, nel cuore della Val Grana, prendevano vita racconti popolati di figure ambigue e affascinanti: le “masche”, crudeli streghe vendicatrici – secondo la credenza popolare – o, più probabilmente, donne ribelli che osavano sottrarsi al controllo sociale, incarnando paure collettive. Soggiornando per un anno nella piccola borgata della Chalancho, Marco Aime ha indagato questo sistema simbolico, dando voce a una comunità per la quale l’oralità non era semplice intrattenimento, ma uno spazio in cui si riflettevano i ruoli di genere, i rapporti di potere e la memoria condivisa. Il risultato è una ricostruzione etnografica che parla del passato – e che interroga anche il presente – su temi sempre più sbiaditi: l’identità, la cura della terra, il senso del limite e della comunità. A distanza di anni, l’autore torna a quel microcosmo con uno sguardo più intimo, intrecciando rigore antropologico e nostalgia per un mondo ormai scomparso… un mondo in cui raccontare era anche un atto di resistenza, un modo per custodire legami profondi con la natura e trovare, attraverso la parola condivisa, forza e conforto.

Informazioni aggiuntive

Autore: Marco Aime EAN/ISB:
Editore: Meltemi Editore Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Marco Aime
Marco Aime (Torino, 1956) insegna Antropologia culturale presso l’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa occidentale. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Timbuctu (2008); La macchia della razza (2012), Una bella di erenza (2009), Verdi tribù del Nord (2012), Cultura (2013), Etnografia del quotidiano (2014), Senza sponda (2015).

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