Il consenso delle parti private nel processus matrimonialis brevior coram episcopodi Antonio Calandriello

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A 10 anni dalla promulgazione del motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus”, il presente studio analizza il ruolo del consenso delle parti private nel processus matrimonialis brevior coram Episcopo, con un particolare riferimento alla giurisprudenza dei tribunali ecclesiastici dell’Italia meridionale.
Tra le innovazioni più rilevanti introdotte dalla riforma del processo canonico di nullità matrimoniale, il processus brevior si configura come una procedura semplificata e accelerata, finalizzata a garantire, a determinate condizioni, una maggiore celerità nella definizione delle cause, senza pregiudicare la natura giudiziale e dichiarativa del procedimento. Tale modello processuale, disciplinato dal can. 1683 CIC, presuppone, quale condizione imprescindibile per la sua attivazione, il consenso esplicito di entrambi i coniugi, cioè l’elemento soggettivo, oltre al presupposto probatorio e al riscontro argomentativo.
In tale contesto, il litisconsorzio attivo dei coniugi assume un ruolo centrale. Il processus brevior supera definitivamente la diffidenza nei confronti dell’azione congiunta dei coniugi. Si passa a una prospettiva che valorizza la loro intentio veritatis e la loro collaborazione nel procedimento.
L’analisi della prassi giurisprudenziale dei tribunali dell’Italia meridionale ha permesso di approfondire sia gli aspetti specifici del consenso delle parti nel processus brevior, sia le implicazioni più generali della procedura. Il quadro proposto evidenzia come, in un clima di rinnovato ottimismo antropologico, il litisconsorzio dei coniugi non solo sia condizione necessaria per l’avvio del processo breviore, ma costituisca anche un elemento determinante per il raggiungimento della certezza morale in casu da parte del Vescovo-giudice.

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A 10 anni dalla promulgazione del motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus”, il presente studio analizza il ruolo del consenso delle parti private nel processus matrimonialis brevior coram Episcopo, con un particolare riferimento alla giurisprudenza dei tribunali ecclesiastici dell’Italia meridionale. Tra le innovazioni più rilevanti introdotte dalla riforma del processo canonico di nullità matrimoniale, il processus brevior si configura come una procedura semplificata e accelerata, finalizzata a garantire, a determinate condizioni, una maggiore celerità nella definizione delle cause, senza pregiudicare la natura giudiziale e dichiarativa del procedimento. Tale modello processuale, disciplinato dal can. 1683 CIC, presuppone, quale condizione imprescindibile per la sua attivazione, il consenso esplicito di entrambi i coniugi, cioè l’elemento soggettivo, oltre al presupposto probatorio e al riscontro argomentativo. In tale contesto, il litisconsorzio attivo dei coniugi assume un ruolo centrale. Il processus brevior supera definitivamente la diffidenza nei confronti dell’azione congiunta dei coniugi. Si passa a una prospettiva che valorizza la loro intentio veritatis e la loro collaborazione nel procedimento. L’analisi della prassi giurisprudenziale dei tribunali dell’Italia meridionale ha permesso di approfondire sia gli aspetti specifici del consenso delle parti nel processus brevior, sia le implicazioni più generali della procedura. Il quadro proposto evidenzia come, in un clima di rinnovato ottimismo antropologico, il litisconsorzio dei coniugi non solo sia condizione necessaria per l’avvio del processo breviore, ma costituisca anche un elemento determinante per il raggiungimento della certezza morale in casu da parte del Vescovo-giudice.

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Autore: Antonio Calandriello EAN/ISB:
Editore: EDUSC Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Antonio Calandriello
Antonio Calandriello è nato a Polla (SA) nel 1983 e dal 2016 è presbitero della Diocesi di Teggiano-Policastro (SA). Attualmente ricopre gli incarichi di Difensore del vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano e presso il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Salernitano, di Economo diocesano, di Coordinatore Regionale degli Economi e Responsabili Amministrativi della Regione Ecclesiastica Campania, di Vice Presidente del Gruppo d’Acquisto Regionale delle Diocesi Campane, di Vice Cancelliere vescovile e svolge il ministero di Parroco. Nel 2008 ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Napoli “Federico II”, dove ha frequentato, fra il 2008 e il 2010, il biennio di formazione presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Nel 2013 ha conseguito l’Abilitazione all’esercizio della professione forense presso la Corte di Appello di Salerno. Conclusi nel 2016 gli studi teologici, nel 2019 ha conseguito la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma. Nella medesima Pontificia Università, nel 2025 ha difeso la presente Tesi per il conseguimento del Dottorato sotto la direzione del prof. Massimo del Pozzo.

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