Il cavallo di Platonedi Maurizio Vitta

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Filosofia degli oggetti quotidiani

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Descrizione

Antistene, un modesto filosofo allievo di Gorgia e di Socrate, osò una volta sfidare Platone sul terreno dei difficili rapporti tra le idee e le cose. Egli condensò la sua riflessione in una apparente e ingenua obiezione: “O Platone, vedo il cavallo, ma non la cavallinità”, alla quale Platone avrebbe contrapposto la sua metafi sica sicurezza rispondendogli sprezzantemente: “Perché non hai l’occhio per vederla”. Dell’episodio non resta che un semplice aneddoto, che ha però, come spesso accade, sintetizzato in poche battute una complessa controversia, la quale si è defi nitamente conclusa, assegnando il primato della conoscenza a Platone e al suo cavallo come pura idea, e lasciando svanire nell’ombra Antistene e il suo cavallo vero e reale. Questa loro disputa intorno agli oggetti è rimasta sull’orizzonte del pensiero filosofico, sia pure ricacciata ai margini di una problematica sempre più negletta. Richiamarla alla luce significa perciò riportare il pensiero filosofico alle sue origini, dando all’oggetto, alla sua corposità, alla sua immediata vitalità, il valore che da tempo gli è stato negato.

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Descrizione

Antistene, un modesto filosofo allievo di Gorgia e di Socrate, osò una volta sfidare Platone sul terreno dei difficili rapporti tra le idee e le cose. Egli condensò la sua riflessione in una apparente e ingenua obiezione: “O Platone, vedo il cavallo, ma non la cavallinità”, alla quale Platone avrebbe contrapposto la sua metafi sica sicurezza rispondendogli sprezzantemente: “Perché non hai l’occhio per vederla”. Dell’episodio non resta che un semplice aneddoto, che ha però, come spesso accade, sintetizzato in poche battute una complessa controversia, la quale si è defi nitamente conclusa, assegnando il primato della conoscenza a Platone e al suo cavallo come pura idea, e lasciando svanire nell’ombra Antistene e il suo cavallo vero e reale. Questa loro disputa intorno agli oggetti è rimasta sull’orizzonte del pensiero filosofico, sia pure ricacciata ai margini di una problematica sempre più negletta. Richiamarla alla luce significa perciò riportare il pensiero filosofico alle sue origini, dando all’oggetto, alla sua corposità, alla sua immediata vitalità, il valore che da tempo gli è stato negato.

Informazioni aggiuntive

Autore: Maurizio Vitta EAN/ISB:
Editore: Mimesis Edizioni Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Maurizio Vitta
Maurizio Vitta è autore di numerosi libri e saggi dedicati al rapporto fra estetica ed esperienza quotidiana. Si è occupato di design (Il disegno delle cose, 1996; Il progetto della bellezza, 2001 e 2011), di comunicazione visiva (Il sistema delle immagini, 1999; Storia del design grafico, con D. Baroni, 2003), della percezione quotidiana del paesaggio (Il paesaggio, 2005), delle arti industriali (Il rifiuto degli dèi, 2012); della vita degli oggetti (Dell’abitare, 2008; Le voci delle cose, 2016).

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