Europa 1937

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Descrizione

«In un’Europa sull’orlo del collasso, le parole di Polanyi su guerra, autoritarismi e impotenza delle istituzioni internazionali ci toccano da vicino. Al di là dell’analisi storica, il suo metodo può aiutarci a comprendere le trasformazioni in atto».
Michele Cangiani

Nel 1937, alle soglie del secondo conflitto mondiale e in piena guerra civile spagnola, Karl Polanyi, testimone e interprete tra i più acuti del suo tempo, ricostruisce in questo saggio la trama delle vicende europee dalla fine della prima guerra mondiale. Riflette sul fallimento del «sistema di Versailles»: i conflitti innescati dal cambiamento dei confini e dalla formazione di nuovi Stati; i circoli viziosi delle diplomazie europee; la progressiva sconfitta delle prospettive di governo internazionale della crisi; il riarmo. Viene già delineato un tema che sarà centrale nel suo libro del 1944, La grande trasformazione: la frattura storica legata alla grande crisi e al diffondersi del fascismo. Nell’Europa degli anni trenta si ridisegnano schieramenti e alleanze: la polarità fondamentale appare ora non più tra Francia e Germania, ma tra Germania e Urss. Il conflitto tra fascismo e democrazia tende a prevalere su quello tra «revisionisti» dei Trattati di pace e sostenitori della «sicurezza collettiva». Resta la politica di potenza, ma acquista importanza il conflitto sociale. Guerra esterna e guerra civile si intrecciano. Riletto oggi, questo testo mostra quanto quel tempo parli al nostro presente: le questioni irrisolte di allora – sostiene il curatore Michele Cangiani nel suo ampio saggio introduttivo – restano al centro dell’agenda politica, e il conflitto «civile» che Polanyi leggeva fra gli Stati europei emerge oggi a livello globale. È vero che gli sviluppi economici e tecnologici hanno prodotto ai nostri giorni una concentrazione del potere economico e una possibilità di dominio sulla politica e sulla conoscenza – quindi sull’intera società e in particolare sull’opinione pubblica – che nell’Europa del 1937 appartenevano alla fantascienza. Eppure, la teoria di Polanyi sulla natura e sugli sviluppi della società di mercato, insieme alla sua concezione della libertà e della democrazia, aiuta a comprendere e quindi ad affrontare la nostra realtà.

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«In un’Europa sull’orlo del collasso, le parole di Polanyi su guerra, autoritarismi e impotenza delle istituzioni internazionali ci toccano da vicino. Al di là dell’analisi storica, il suo metodo può aiutarci a comprendere le trasformazioni in atto». Michele Cangiani Nel 1937, alle soglie del secondo conflitto mondiale e in piena guerra civile spagnola, Karl Polanyi, testimone e interprete tra i più acuti del suo tempo, ricostruisce in questo saggio la trama delle vicende europee dalla fine della prima guerra mondiale. Riflette sul fallimento del «sistema di Versailles»: i conflitti innescati dal cambiamento dei confini e dalla formazione di nuovi Stati; i circoli viziosi delle diplomazie europee; la progressiva sconfitta delle prospettive di governo internazionale della crisi; il riarmo. Viene già delineato un tema che sarà centrale nel suo libro del 1944, La grande trasformazione: la frattura storica legata alla grande crisi e al diffondersi del fascismo. Nell’Europa degli anni trenta si ridisegnano schieramenti e alleanze: la polarità fondamentale appare ora non più tra Francia e Germania, ma tra Germania e Urss. Il conflitto tra fascismo e democrazia tende a prevalere su quello tra «revisionisti» dei Trattati di pace e sostenitori della «sicurezza collettiva». Resta la politica di potenza, ma acquista importanza il conflitto sociale. Guerra esterna e guerra civile si intrecciano. Riletto oggi, questo testo mostra quanto quel tempo parli al nostro presente: le questioni irrisolte di allora – sostiene il curatore Michele Cangiani nel suo ampio saggio introduttivo – restano al centro dell’agenda politica, e il conflitto «civile» che Polanyi leggeva fra gli Stati europei emerge oggi a livello globale. È vero che gli sviluppi economici e tecnologici hanno prodotto ai nostri giorni una concentrazione del potere economico e una possibilità di dominio sulla politica e sulla conoscenza – quindi sull’intera società e in particolare sull’opinione pubblica – che nell’Europa del 1937 appartenevano alla fantascienza. Eppure, la teoria di Polanyi sulla natura e sugli sviluppi della società di mercato, insieme alla sua concezione della libertà e della democrazia, aiuta a comprendere e quindi ad affrontare la nostra realtà.

Informazioni aggiuntive

Autore: EAN/ISB: 9788855227797
Editore: Donzelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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