Beata l’erba frescadi Fabio Fiori

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Descrizione

«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell’estate o nel gelo dell’inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell’autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un’atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora».

Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva; e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate; cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l’Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un’arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all’imprevisto, disponibile all’avventura. Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello; a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi dei Navigli; a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio; a Palermo, dove il finocchio borda l’Acchianata di Monte Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenzioso, autarchico, ribelle e indomito. Perché la bellezza vegetale – scrive Fabio Fiori – è democratica, si regala nei parcheggi delle città padane come nei campi delle colline appenniniche, negli spiazzali dei paesi meridionali come nelle macchie delle coste mediterranee. Questo libro è anche un ricettario del Terzo paesaggio: armati di coltello e bisaccia, magari in sella a una vecchia bici, siamo pronti a partire, alla ricerca di tesori mangerecci, rinnovando le gesta degli avi, di quegli uomini che nella notte dei tempi erano raccoglitori, ma anche e soprattutto viandanti, con l’animo curioso e sempre disposto ad accogliere la meraviglia. A guidarci è la speranza di costruire una relazione nuova con la natura, più consapevole e armonica, meno superficiale e predatoria. Certi che la poesia è utile come la scienza, che la pratica vale come la conoscenza, che erborare è importante come studiare.

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«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell’estate o nel gelo dell’inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell’autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un’atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora».

Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva; e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate; cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l’Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un’arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all’imprevisto, disponibile all’avventura. Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello; a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi dei Navigli; a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio; a Palermo, dove il finocchio borda l’Acchianata di Monte Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenzioso, autarchico, ribelle e indomito. Perché la bellezza vegetale – scrive Fabio Fiori – è democratica, si regala nei parcheggi delle città padane come nei campi delle colline appenniniche, negli spiazzali dei paesi meridionali come nelle macchie delle coste mediterranee. Questo libro è anche un ricettario del Terzo paesaggio: armati di coltello e bisaccia, magari in sella a una vecchia bici, siamo pronti a partire, alla ricerca di tesori mangerecci, rinnovando le gesta degli avi, di quegli uomini che nella notte dei tempi erano raccoglitori, ma anche e soprattutto viandanti, con l’animo curioso e sempre disposto ad accogliere la meraviglia. A guidarci è la speranza di costruire una relazione nuova con la natura, più consapevole e armonica, meno superficiale e predatoria. Certi che la poesia è utile come la scienza, che la pratica vale come la conoscenza, che erborare è importante come studiare.

Informazioni aggiuntive

Autore: Fabio Fiori EAN/ISB: 9788855228435
Editore: Donzelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Fabio Fiori
Fabio Fiori (Rimini, 1967), viaggiatore e naturalista, raccoglie con passione erbe da cucinare e storie da raccontare. Tra le sue pubblicazioni: L’odore del mare. Piccole camminate lungo le rive mediterranee (2019), Isolario italiano. Storie, viaggi e fantasie (2021), L’abbraccio del mare. Piccole emozioni dell’acquasalata (2025), tutte per Ediciclo. In Francia sono usciti Le souffle de la Méditerranée. Voyages et légendes (2024) e L’odeur de la mer. Promenades en Méditerranée (2025), entrambi per Le bruit du monde. Collabora con Rai Radio 3, «Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa» e «Corriere Romagna».

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