Vulnerabilità digitaledi Silvia Dadà

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Descrizione

A causa della rivoluzione digitale, negli ultimi anni il concetto di vulnerabilità ha acquisito rilevanza nel dibattito sia pubblico sia accademico, in particolare con la diffusione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) e dell’Intelligenza Artificiale (IA). Siamo infatti inseriti in una rete di relazioni che sfugge al nostro controllo, esponendoci a rischi nuovi per la nostra autonomia e libertà. In quali modi ci scopriamo oggi vulnerabili al cospetto delle nuove tecnologie? Quali aspetti dovrebbe assumere un’etica che tiene conto di queste forme impensate di fragilità e dipendenza? Il saggio si propone di rispondere a queste domande partendo dal presupposto che proprio una rinnovata riflessione sulla vulnerabilità rappresenta la base per un’etica delle TIC e dell’IA. La vulnerabilità quindi non è presa in esame soltanto nella sua funzione descrittiva ma anche come punto di partenza per cambiare il nostro attuale rapporto con le nuove tecnologie. La struttura tripartita del testo riproduce le tre differenti angolazioni da cui Silvia Dadà ha scelto di indagare la questione: storico-filosofica, etico-normativa e bioetica.

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A causa della rivoluzione digitale, negli ultimi anni il concetto di vulnerabilità ha acquisito rilevanza nel dibattito sia pubblico sia accademico, in particolare con la diffusione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) e dell’Intelligenza Artificiale (IA). Siamo infatti inseriti in una rete di relazioni che sfugge al nostro controllo, esponendoci a rischi nuovi per la nostra autonomia e libertà. In quali modi ci scopriamo oggi vulnerabili al cospetto delle nuove tecnologie? Quali aspetti dovrebbe assumere un’etica che tiene conto di queste forme impensate di fragilità e dipendenza? Il saggio si propone di rispondere a queste domande partendo dal presupposto che proprio una rinnovata riflessione sulla vulnerabilità rappresenta la base per un’etica delle TIC e dell’IA. La vulnerabilità quindi non è presa in esame soltanto nella sua funzione descrittiva ma anche come punto di partenza per cambiare il nostro attuale rapporto con le nuove tecnologie. La struttura tripartita del testo riproduce le tre differenti angolazioni da cui Silvia Dadà ha scelto di indagare la questione: storico-filosofica, etico-normativa e bioetica.

Informazioni aggiuntive

Autore: Silvia Dadà EAN/ISB:
Editore: Mimesis Edizioni Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Silvia Dadà
Silvia Dadà (Carrara, 1992) è ricercatrice presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. I suoi interessi di ricerca includono i temi della vulnerabilità e della cura nell’ambito della bioetica e dell’etica delle nuove tecnologie. Oltre a diversi articoli in riviste scientifiche, ha pubblicato Il paradosso della giustizia (2021), Maternità e Alterità (2021) ed Etica della vulnerabilità (2022).

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