Sovraindebitamento e rapporto obbligatoriodi Giovanni D'Amico

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L’introduzione della normativa sulla c.d. composizione della crisi da sovraindebitamento (l. 27 gennaio 2012, n. 2, e successive m. e i.) – sebbene avvenuta nel momento culminante della grave crisi che (a livello macroeconomico) ha colpito le economie mondiali – in realtà allinea l’ordinamento italiano a numerose altre esperienze giuridiche, che da tempo conoscono e disciplinano la c.d. “insolvenza civile”. La previsione dell’assoggettamento ad una procedura concorsuale (rectius: ad una pluralità di procedure concorsuali) di soggetti tradizionalmente esclusi dalle procedure previste dalla Legge Fallimentare (imprenditori agricoli, piccoli imprenditori, professionisti, consumatori”) risponde all’esigenza di regolare fenomeni di “sovraindebitamento” (non legato allo svolgimento di un’attività economica, ovvero connesso allo svolgimento di attività economiche “minori”), sempre più diffusi nelle moderne economie, nelle quali il ricorso al credito è diventato elemento fondamentale del funzionamento complessivo del sistema economico. Si tratta, in particolare, di consentire a chi – per eventi che, sovente, possono risultare affatto indipendenti da scelte e comportamenti propri (es.: venir meno del reddito a causa della perdita del posto di lavoro, malattia, ecc.) – viene a trovarsi in una “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”, di avvalersi di procedure (accordo con i creditori, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio), il cui svolgimento e il cui esito positivo determina (o può determinare) l’accesso al beneficio della c.d. “esdebitazione”, relativamente alla parte dei debiti che non abbiano trovato soddisfacimento.

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L’introduzione della normativa sulla c.d. composizione della crisi da sovraindebitamento (l. 27 gennaio 2012, n. 2, e successive m. e i.) – sebbene avvenuta nel momento culminante della grave crisi che (a livello macroeconomico) ha colpito le economie mondiali – in realtà allinea l’ordinamento italiano a numerose altre esperienze giuridiche, che da tempo conoscono e disciplinano la c.d. “insolvenza civile”. La previsione dell’assoggettamento ad una procedura concorsuale (rectius: ad una pluralità di procedure concorsuali) di soggetti tradizionalmente esclusi dalle procedure previste dalla Legge Fallimentare (imprenditori agricoli, piccoli imprenditori, professionisti, consumatori”) risponde all’esigenza di regolare fenomeni di “sovraindebitamento” (non legato allo svolgimento di un’attività economica, ovvero connesso allo svolgimento di attività economiche “minori”), sempre più diffusi nelle moderne economie, nelle quali il ricorso al credito è diventato elemento fondamentale del funzionamento complessivo del sistema economico. Si tratta, in particolare, di consentire a chi – per eventi che, sovente, possono risultare affatto indipendenti da scelte e comportamenti propri (es.: venir meno del reddito a causa della perdita del posto di lavoro, malattia, ecc.) – viene a trovarsi in una “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”, di avvalersi di procedure (accordo con i creditori, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio), il cui svolgimento e il cui esito positivo determina (o può determinare) l’accesso al beneficio della c.d. “esdebitazione”, relativamente alla parte dei debiti che non abbiano trovato soddisfacimento.

Informazioni aggiuntive

Autore: Giovanni D'Amico EAN/ISB: 9788892118089
Editore: Giappichelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 312
Lingua: it Estratto: Leggi

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