Schiavi fuggitivi e ribelli nel diritto e nella storia di Roma – e-Bookdi Pierfrancesco Arces

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Dalla repubblica all’età dei Severi

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Descrizione

La fuga degli schiavi ossessiona i padroni ed è costantemente associata, da parte degli autori antichi, al pericolo di ribellioni e rivolte, oltre che al fastidio per il depauperamento patrimoniale del dominus. L’acquisto inconsapevole di uno schiavo con tendenza alla fuga è un pessimo affare, e per questo, ai fini della tutela prevista da edili e pretori, i giuristi romani riflettono ampiamente sulla nozione stessa di ‘servus fugitivus’. Anche nell’America del XVIII e XIX secolo il pericolo di fuga degli schiavi turba particolarmente i padroni, i quali investono più denaro nelle spese per il loro recupero che in ogni altro aspetto della schiavitù: persino la famiglia di George Washington vivrà il problema, al punto da spingere il primo presidente degli Stati Uniti d’America a scrivere una lettera con cui sollecita le ricerche della serva personale di sua moglie – fuggita probabilmente su istigazione di un seduttore – che ricorda tanto quelle con cui Cicerone denunciava stizzito la fuga del suo schiavo Dionisio o quella di Licino, schiavo del suo amico Claudio Esopo, e, con riguardo al fenomeno in esame, invita – pur con tutte le cautele che devono accompagnare certe letture comparative – a indagare i fattori di continuità o di cesura tra mondo antico e moderno.

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Descrizione

La fuga degli schiavi ossessiona i padroni ed è costantemente associata, da parte degli autori antichi, al pericolo di ribellioni e rivolte, oltre che al fastidio per il depauperamento patrimoniale del dominus. L’acquisto inconsapevole di uno schiavo con tendenza alla fuga è un pessimo affare, e per questo, ai fini della tutela prevista da edili e pretori, i giuristi romani riflettono ampiamente sulla nozione stessa di ‘servus fugitivus’. Anche nell’America del XVIII e XIX secolo il pericolo di fuga degli schiavi turba particolarmente i padroni, i quali investono più denaro nelle spese per il loro recupero che in ogni altro aspetto della schiavitù: persino la famiglia di George Washington vivrà il problema, al punto da spingere il primo presidente degli Stati Uniti d’America a scrivere una lettera con cui sollecita le ricerche della serva personale di sua moglie – fuggita probabilmente su istigazione di un seduttore – che ricorda tanto quelle con cui Cicerone denunciava stizzito la fuga del suo schiavo Dionisio o quella di Licino, schiavo del suo amico Claudio Esopo, e, con riguardo al fenomeno in esame, invita – pur con tutte le cautele che devono accompagnare certe letture comparative – a indagare i fattori di continuità o di cesura tra mondo antico e moderno.

Informazioni aggiuntive

Autore: Pierfrancesco Arces EAN/ISB:
Editore: Giappichelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 0
Lingua: it Estratto: Leggi

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