Responsabilità da reato ex D.LGS. 231/2001 e gruppi di societàdi Francesca Chiara Bevilacqua

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Descrizione

La responsabilità da reato degli enti, introdotta all’inizio degli anni Duemila, rappresenta una novità rivoluzionaria per l’ordinamento giuridico italiano, capace almeno sulla carta di conferire maggior vigore ed efficacia alla prevenzione e alla punizione della criminalità dell’impresa lecita, attraverso la partecipazione alla vicenda sanzionatoria di quello che spesso risulta essere il centro propulsivo dell’agire criminoso, vale a dire lo stesso ambiente organizzativo imprenditoriale. Se l’avvento, con il d.lgs. 231/2001, della corresponsabilizzazione delle società per gli illeciti penali commessi dai propri esponenti ha suscitato ampi consensi, tuttavia la disciplina ha rivelato insidie e lacune. Su tutti, profilo affrontato in questo volume, l’evidente adozione di una visione superata dell’impresa, concepita come monade isolata, legata al solo territorio italiano e ancorata al vecchio modello della fabbrica fordista. Uno stereotipo che mal si adatta alla realtà societaria odierna, in continua e frenetica evoluzione. Risultano fuori dalla normativa in particolare i gruppi, o comunque la loro caratteristica modalità di espressione: la direzione unitaria: in specie, a seguito della riforma del diritto societario del 2003, l’attività di direzione e coordinamento. Il lavoro tenta, attraverso la ricostruzione dei criteri ascrittivi della responsabilità all’ente, di verificare se il silenzio del d. lgs. 231/2001 sui gruppi possa essere colmato da un’interpretazione estensiva delle sue norme, o se il testo abbisogni invece di un intervento modificativo del legislatore. Sono analizzati i primi percorsi giurisprudenziali al riguardo, non di rado discutibili, e le prassi sinora seguite nelle maggiori realtà imprenditoriali italiane. Di ausilio all’indagine la testimonianza dell’esperienza nordamericana, più risalente di quella italiana nonché evidente fonte di ispirazione per il legislatore del 2000.

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La responsabilità da reato degli enti, introdotta all'inizio degli anni Duemila, rappresenta una novità rivoluzionaria per l'ordinamento giuridico italiano, capace almeno sulla carta di conferire maggior vigore ed efficacia alla prevenzione e alla punizione della criminalità dell'impresa lecita, attraverso la partecipazione alla vicenda sanzionatoria di quello che spesso risulta essere il centro propulsivo dell'agire criminoso, vale a dire lo stesso ambiente organizzativo imprenditoriale. Se l'avvento, con il d.lgs. 231/2001, della corresponsabilizzazione delle società per gli illeciti penali commessi dai propri esponenti ha suscitato ampi consensi, tuttavia la disciplina ha rivelato insidie e lacune. Su tutti, profilo affrontato in questo volume, l'evidente adozione di una visione superata dell'impresa, concepita come monade isolata, legata al solo territorio italiano e ancorata al vecchio modello della fabbrica fordista. Uno stereotipo che mal si adatta alla realtà societaria odierna, in continua e frenetica evoluzione. Risultano fuori dalla normativa in particolare i gruppi, o comunque la loro caratteristica modalità di espressione: la direzione unitaria: in specie, a seguito della riforma del diritto societario del 2003, l'attività di direzione e coordinamento. Il lavoro tenta, attraverso la ricostruzione dei criteri ascrittivi della responsabilità all'ente, di verificare se il silenzio del d. lgs. 231/2001 sui gruppi possa essere colmato da un'interpretazione estensiva delle sue norme, o se il testo abbisogni invece di un intervento modificativo del legislatore. Sono analizzati i primi percorsi giurisprudenziali al riguardo, non di rado discutibili, e le prassi sinora seguite nelle maggiori realtà imprenditoriali italiane. Di ausilio all'indagine la testimonianza dell'esperienza nordamericana, più risalente di quella italiana nonché evidente fonte di ispirazione per il legislatore del 2000.

Informazioni aggiuntive

Autore: Francesca Chiara Bevilacqua EAN/ISB: 9788823842656
Editore: Egea Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub, pdf Pagine versione cartacea: 292
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Francesca Chiara Bevilacqua
Francesca Chiara Bevilacqua, dopo la laurea in giurisprudenza presso l’Università Bocconi, è stata nel 2006 visiting research fellow presso la Columbia University Law School di New York. Nel 2008 ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto dell’impresa presso l’Università Bocconi, dove collabora agli insegnamenti e ai progetti di ricerca della cattedra di diritto penale. Avvocato in Milano, ha pubblicato diversi saggi in tema di diritto penale dell’impresa.

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