Pronuncia oggettivamente complessa e onere di impugnazione- e-Bookdi Paola Chiara Ruggieri

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Descrizione

Le “pronunce oggettivamente complesse” sono caratterizzate al loro interno dalla compresenza di plurime decisioni. Una pluralità talora non necessaria: si pensi, tra le ipotesi più rilevanti, alla pronuncia con cui il Giudice, pur avendo deciso la domanda principale in senso assorbente rispetto a quella proposta in via condizionale, tuttavia non si astenga dall’esaminare anche le domanda assorbita, o ai casi di accertamento alternativo, ma soprattutto al c.d. “doppio rigetto”, cioè alla sentenza con cui il Giudice dichiara la domanda o l’impugnazione al contempo inammissibile ed infondata.
Lo studio è condotto con il preciso intento di definire, per ciascuna ipotesi considerata, quali siano gli effetti prodotti da una sentenza siffatta, ovverosia quali parti della medesima generino soccombenza ed entro quali limiti sorga l’onere di impugnazione.
L’interesse maggiore è suscitato proprio dal tema, menzionato da ultimo, del c.d. “doppio rigetto”: mentre la giurisprudenza di legittimità è orientata nel senso di negare qualsiasi efficacia al rigetto nel merito successivo alla declinatoria in rito, con la quale si sarebbe “consumata” la potestà decisoria del Giudice, in dottrina si distinguono differenti posizioni.
L’Autrice, da parte sua, sostiene che nel nostro ordinamento non operi un principio di consumazione della potestas decidendi nei termini indicati dalla giurisprudenza di legittimità, e propone, per un verso, una diversa soluzione, per la quale la sentenza contenente un “doppio rigetto” sarebbe interamente impugnabile; per altro verso, un’ipotesi ricostruttiva (in un’ottica de jure condendo, stante l’attuale ostacolo rappresentato dal sistema remediale di cui agli artt. 161, 1° comma e 360, n. 4, c.p.c.), per la quale l’irrilevanza del rigetto nel merito successivo alla declinatoria in rito potrebbe trovare un’idonea giustificazione teorica nell’ambito della c.d. teoria del doppio oggetto del processo.

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Le “pronunce oggettivamente complesse” sono caratterizzate al loro interno dalla compresenza di plurime decisioni. Una pluralità talora non necessaria: si pensi, tra le ipotesi più rilevanti, alla pronuncia con cui il Giudice, pur avendo deciso la domanda principale in senso assorbente rispetto a quella proposta in via condizionale, tuttavia non si astenga dall’esaminare anche le domanda assorbita, o ai casi di accertamento alternativo, ma soprattutto al c.d. “doppio rigetto”, cioè alla sentenza con cui il Giudice dichiara la domanda o l’impugnazione al contempo inammissibile ed infondata. Lo studio è condotto con il preciso intento di definire, per ciascuna ipotesi considerata, quali siano gli effetti prodotti da una sentenza siffatta, ovverosia quali parti della medesima generino soccombenza ed entro quali limiti sorga l’onere di impugnazione. L’interesse maggiore è suscitato proprio dal tema, menzionato da ultimo, del c.d. “doppio rigetto”: mentre la giurisprudenza di legittimità è orientata nel senso di negare qualsiasi efficacia al rigetto nel merito successivo alla declinatoria in rito, con la quale si sarebbe “consumata” la potestà decisoria del Giudice, in dottrina si distinguono differenti posizioni. L’Autrice, da parte sua, sostiene che nel nostro ordinamento non operi un principio di consumazione della potestas decidendi nei termini indicati dalla giurisprudenza di legittimità, e propone, per un verso, una diversa soluzione, per la quale la sentenza contenente un “doppio rigetto” sarebbe interamente impugnabile; per altro verso, un’ipotesi ricostruttiva (in un’ottica de jure condendo, stante l’attuale ostacolo rappresentato dal sistema remediale di cui agli artt. 161, 1° comma e 360, n. 4, c.p.c.), per la quale l’irrilevanza del rigetto nel merito successivo alla declinatoria in rito potrebbe trovare un’idonea giustificazione teorica nell’ambito della c.d. teoria del doppio oggetto del processo.

Informazioni aggiuntive

Autore: Paola Chiara Ruggieri EAN/ISB:
Editore: Giappichelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 0
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Paola Chiara Ruggieri
Nata nel 1978 in provincia di Como. Si è laureata cum laude in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel 2003, con una tesi dedicata alle impugnazioni incidentali. Dal 2005 collabora, in qualità di cultrice della materia, alle attività connesse alle Cattedre di Diritto processuale civile presso la summenzionata Università. Nel 2009 ha ivi conseguito il titolo di Dottore di ricerca in diritto processuale civile discutendo una tesi sugli “Aspetti processuali della tutela del diritto alla riservatezza”. È avvocato specializzato in materia fallimentare e societaria. Attualmente vive sull’isola di Ischia.

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