Processo a Caporettodi Luca Falsini

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I documenti inediti della disfatta. Cadorna e Badoglio, gli alti comandi, gli ufficiali, i soldati

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Descrizione

A cento anni di distanza, Caporetto non cessa di rappresentare la sconfitta militare più dolorosa ed emblematica della nostra storia nazionale. L’attacco sferrato dalle truppe austro-tedesche la notte del 24 ottobre 1917, nella conca a ridosso di quel piccolo centro del Friuli, lasciò annichilito l’esercito italiano, che dopo i primi aspri combattimenti sbandò e fu costretto alla ritirata. Le divisioni nemiche avanzarono, nei quindici giorni successivi, occupando oltre ventimila chilometri di territorio, senza incontrare se non modeste resistenze. Undicimila furono i soldati italiani uccisi, trecentomila quelli fatti prigionieri; e un numero ancora maggiore di civili fu costretto a fuggire dai territori occupati. La rotta sconvolse l’intero paese. Come era potuto accadere un così immane disastro? Quali sottovalutazioni e impreparazioni lo avevano reso possibile? Il nuovo governo guidato da Vittorio Emanuele Orlando, formatosi nei giorni successivi alla sconfitta, dovette istituire una Commissione d’inchiesta incaricata di valutare le responsabilità della disfatta. I documenti di quella inchiesta si arricchiscono finalmente delle note e degli appunti personali dei componenti della Commissione e delle bozze preliminari di giudizi secretate e stralciate dalla relazione ufficiale. L’autore di questo libro ha potuto per primo studiarli nella loro integrità, grazie al ritrovamento di una loro copia completa, custodita tra le carte personali del segretario estensore dei verbali della Commissione. Da questa documentazione, del tutto inedita, si possono trarre nuovi elementi di conoscenza sulle responsabilità degli uomini di governo e dei generali al comando: Cadorna, Capello, Badoglio e Cavaciocchi. Su Badoglio, in particolare, che subito dopo la disfatta era stato addirittura promosso a sottocapo di Stato maggiore, emergono documenti che ne attestano le responsabilità. Si tratta di colpe e incapacità che la Commissione nel corso dei lavori non aveva mancato di evidenziare, ma che per opportunità politica vennero poi taciute. Attraverso una rigorosa e accurata ricostruzione dell’intero scenario militare e politico, il libro di Luca Falsini riafferma la centralità di Caporetto non solo nella storia della Grande guerra, ma anche come fattore di accelerazione dei processi autoritari che avrebbero portato all’ascesa del regime fascista.

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A cento anni di distanza, Caporetto non cessa di rappresentare la sconfitta militare più dolorosa ed emblematica della nostra storia nazionale. L’attacco sferrato dalle truppe austro-tedesche la notte del 24 ottobre 1917, nella conca a ridosso di quel piccolo centro del Friuli, lasciò annichilito l’esercito italiano, che dopo i primi aspri combattimenti sbandò e fu costretto alla ritirata. Le divisioni nemiche avanzarono, nei quindici giorni successivi, occupando oltre ventimila chilometri di territorio, senza incontrare se non modeste resistenze. Undicimila furono i soldati italiani uccisi, trecentomila quelli fatti prigionieri; e un numero ancora maggiore di civili fu costretto a fuggire dai territori occupati. La rotta sconvolse l’intero paese. Come era potuto accadere un così immane disastro? Quali sottovalutazioni e impreparazioni lo avevano reso possibile? Il nuovo governo guidato da Vittorio Emanuele Orlando, formatosi nei giorni successivi alla sconfitta, dovette istituire una Commissione d’inchiesta incaricata di valutare le responsabilità della disfatta. I documenti di quella inchiesta si arricchiscono finalmente delle note e degli appunti personali dei componenti della Commissione e delle bozze preliminari di giudizi secretate e stralciate dalla relazione ufficiale. L’autore di questo libro ha potuto per primo studiarli nella loro integrità, grazie al ritrovamento di una loro copia completa, custodita tra le carte personali del segretario estensore dei verbali della Commissione. Da questa documentazione, del tutto inedita, si possono trarre nuovi elementi di conoscenza sulle responsabilità degli uomini di governo e dei generali al comando: Cadorna, Capello, Badoglio e Cavaciocchi. Su Badoglio, in particolare, che subito dopo la disfatta era stato addirittura promosso a sottocapo di Stato maggiore, emergono documenti che ne attestano le responsabilità. Si tratta di colpe e incapacità che la Commissione nel corso dei lavori non aveva mancato di evidenziare, ma che per opportunità politica vennero poi taciute. Attraverso una rigorosa e accurata ricostruzione dell’intero scenario militare e politico, il libro di Luca Falsini riafferma la centralità di Caporetto non solo nella storia della Grande guerra, ma anche come fattore di accelerazione dei processi autoritari che avrebbero portato all’ascesa del regime fascista.

Informazioni aggiuntive

Autore: Luca Falsini EAN/ISB: 9788868435998
Editore: Donzelli Editore Protezione: none | acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Luca Falsini
Luca Falsini lavora alla Camera dei deputati come segretario parlamentare. Dottore di ricerca in Ceti dirigenti e potere pubblico nella storia dell’Italia contemporanea, si è occupato di Grande guerra, di rapporti tra governo ed esercito e di uso politico del passato. È autore di Esercito e fascismo. Soldati e ufficiali nell’Italia di Mussolini (1919-1940), Aracne, 2013 e, per Donzelli, di Processo a Caporetto. I documenti inediti della disfatta (2017) e di La storia contesa. L’uso politico del passato nell’Italia contemporanea (2020).

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