Perché la guerra?

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Descrizione

“Esiste una possibilità di dirigere l’evoluzione psichica degli esseri umani in modo da sviluppare una resistenza alle psicosi dell’odio e della distruzione?”
Albert Einstein

Nell’estate del 1932, mentre un’Europa ancora segnata dal primo conflitto mondiale si avvia verso il precipizio di una nuova guerra, Albert Einstein scrive a Sigmund Freud una lettera destinata a diventare una delle più intense e lucide riflessioni sul rapporto tra civiltà e violenza. Promosso dalla Società delle nazioni, lo scambio epistolare tra i due giganti del Novecento nasce come un invito a riflettere sulla possibilità di porre fine alla guerra, ma apre un confronto radicale sui fondamenti della convivenza civile, interrogando la violenza come problema etico, politico e psichico. Freud esplora le radici pulsionali dell’aggressività e la fragile tenuta della civiltà, mentre Einstein ragiona sulla responsabilità dell’individuo, sul ruolo delle istituzioni e sulla possibilità di un’autorità sovranazionale capace di prevenire i conflitti.
Accanto allo scambio epistolare, cuore del volume, trovano spazio due importanti nuclei di testi che ne ampliano la prospettiva: le Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte di Freud (1915), scritte nel pieno della Prima guerra mondiale, e una scelta di saggi di Einstein tratti da La mia immagine del mondo (1934), dedicati al rapporto tra individuo e comunità, alla critica del militarismo e alla questione del disarmo.

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Descrizione

“Esiste una possibilità di dirigere l’evoluzione psichica degli esseri umani in modo da sviluppare una resistenza alle psicosi dell’odio e della distruzione?” Albert Einstein
Nell’estate del 1932, mentre un’Europa ancora segnata dal primo conflitto mondiale si avvia verso il precipizio di una nuova guerra, Albert Einstein scrive a Sigmund Freud una lettera destinata a diventare una delle più intense e lucide riflessioni sul rapporto tra civiltà e violenza. Promosso dalla Società delle nazioni, lo scambio epistolare tra i due giganti del Novecento nasce come un invito a riflettere sulla possibilità di porre fine alla guerra, ma apre un confronto radicale sui fondamenti della convivenza civile, interrogando la violenza come problema etico, politico e psichico. Freud esplora le radici pulsionali dell’aggressività e la fragile tenuta della civiltà, mentre Einstein ragiona sulla responsabilità dell’individuo, sul ruolo delle istituzioni e sulla possibilità di un’autorità sovranazionale capace di prevenire i conflitti.
Accanto allo scambio epistolare, cuore del volume, trovano spazio due importanti nuclei di testi che ne ampliano la prospettiva: le Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte di Freud (1915), scritte nel pieno della Prima guerra mondiale, e una scelta di saggi di Einstein tratti da La mia immagine del mondo (1934), dedicati al rapporto tra individuo e comunità, alla critica del militarismo e alla questione del disarmo.

Informazioni aggiuntive

Autore: EAN/ISB: 9788807092138
Editore: Feltrinelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 144
Lingua: ita Estratto:

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