Pensate sempre che siete uominidi Piero Terracina

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Una testimonianza della Shoah

Descrizione

Dalla razzia del Ghetto di Roma nell’ottobre 1943, al campo di prigionia di Fossoli, sino al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Piero Terracina ha conosciuto in prima persona le tappe più crudeli e sconvolgenti della persecuzione nazista. Si è salvato dai campi di sterminio, è tornato a casa, ha trovato lavoro come dirigente d’azienda e ha ripreso a vivere: ma con marchiata nell’anima una ferita incancellabile quanto il numero impressogli sul braccio dagli aguzzini. Molti anni dopo, a seguito del suicidio di Primo Levi, per Terracina si risveglia l’imperativo a raccontare. Nonostante tutto il dolore che comporta, l’obbligo da quel momento è quello di dare voce e condividere la propria testimonianza, portandola nelle scuole, nelle occasioni pubbliche, in un mondo ancora sordo a tutto l’orrore che è stato. Quello da Piero Terracina confidato all’intervistatrice Lisa Ginzburg è un racconto pacato e commovente, lucido ma ancora memore della totale vulnerabilità e dello sgomento di fronte all’abominio della violenza nazista. La deportazione, gli strazianti commiati dai propri cari, la vita concentrazionaria: Terracina non risparmia a sé stesso una ricognizione della memoria di sconvolgente portata. La sua voce è quella di un testimone d’eccezione della pagina più buia del Ventesimo secolo. La sua storia è quella di chi torna alla vita ma senza dimenticare, perché dimenticare è morire, e non rendere omaggio alla memoria è una sovversione del tempo. Chi è sopravvissuto lo sa.

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Descrizione

Dalla razzia del Ghetto di Roma nell’ottobre 1943, al campo di prigionia di Fossoli, sino al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Piero Terracina ha conosciuto in prima persona le tappe più crudeli e sconvolgenti della persecuzione nazista. Si è salvato dai campi di sterminio, è tornato a casa, ha trovato lavoro come dirigente d’azienda e ha ripreso a vivere: ma con marchiata nell’anima una ferita incancellabile quanto il numero impressogli sul braccio dagli aguzzini. Molti anni dopo, a seguito del suicidio di Primo Levi, per Terracina si risveglia l’imperativo a raccontare. Nonostante tutto il dolore che comporta, l’obbligo da quel momento è quello di dare voce e condividere la propria testimonianza, portandola nelle scuole, nelle occasioni pubbliche, in un mondo ancora sordo a tutto l’orrore che è stato. Quello da Piero Terracina confidato all’intervistatrice Lisa Ginzburg è un racconto pacato e commovente, lucido ma ancora memore della totale vulnerabilità e dello sgomento di fronte all’abominio della violenza nazista. La deportazione, gli strazianti commiati dai propri cari, la vita concentrazionaria: Terracina non risparmia a sé stesso una ricognizione della memoria di sconvolgente portata. La sua voce è quella di un testimone d’eccezione della pagina più buia del Ventesimo secolo. La sua storia è quella di chi torna alla vita ma senza dimenticare, perché dimenticare è morire, e non rendere omaggio alla memoria è una sovversione del tempo. Chi è sopravvissuto lo sa.

Informazioni aggiuntive

Autore: Piero Terracina EAN/ISB: 9788833315478
Editore: Ponte alle Grazie Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 112
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Piero Terracina
Piero Terracina, nato a Roma nel 1928, ultimo di quattro figli,
viene arrestato nell’aprile del 1944 con tutta la sua famiglia. Dopo una
breve permanenza a Fossoli, vengono deportati ad Auschwitz. Solo Piero
farà ritorno in Italia nove mesi dopo la liberazione dei campi.
A partire dagli anni Ottanta, decide di raccontare la sua storia, fino
ad allora taciuta, portandone la testimonianza nelle scuole,
in trasmissioni radiofoniche e televisive, in istituti militari.
È scomparso a Roma alla fine del 2019. La conversazione con Lisa Ginzburg,
realizzata per Rai Radio3, risale all’aprile 2000.

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