Microfilosofia del cinemadi Paolo Bertetto

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Descrizione

Nel cinema, Deleuze rivendica la centralità della dimensione intellettuale. «I concetti sono immagini – dice -. Sono immagini di pensiero». Il cinema dunque non è lontano dal pensiero. Anzi ne è straordinariamente vicino. E se la filosofia è una forza, cioè un sapere concettuale che ci consente di allargare e di approfondire la conoscenza del cinema, il cinema, insieme, affronta i problemi e le figure della filosofia e li declina per immagini. Il cinema e la riflessione sul cinema, cioè, sono un modo per dialogare con la filosofia e proporre idee, concetti che – forse – interessano anche la filosofia. Microfilosofia del cinema è quindi un libro che ruota attorno ai concetti creati dalla filosofia, ma anche dal cinema. Anzi è un libro che riflette sulla relazione cinema-filosofia attraverso i concetti. Non è una teoria ?del cinema intesa in senso tradizionale. È un percorso intellettivo che indaga su un doppio movimento, dal cinema alla filosofia e dalla filosofia al cinema. Considera quindi il cinema non come un terreno che la filosofia può rischiarare, ma come un orizzonte che crea concetti e rielabora idee: e dunque pensa il cinema non come una dimensione subalterna, ma come una macchina che produce anche sul piano della speculazione. Questa idea di cinema è sviluppata attraverso analisi di film e di autori importanti della storia del cinema, da Buñuel a Fellini, da Godard a Wenders, da Lang a Hitchcock, dall’espressionismo ad Antonioni sino alla ricerca contemporanea di Lynch, Tarantino, Bigelow e della science fiction, letti attraverso Nietzsche, Benjamin e Marx. E in particolare sono studiati i modi attraverso cui il cinema influenza il pensiero riflettendo sui rapporti concettuali tra Buñuel-Dalí e Lacan, Fellini e Debord, Godard e Derrida, Wenders e Deleuze-Guattari.

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Nel cinema, Deleuze rivendica la centralità della dimensione intellettuale. «I concetti sono immagini - dice -. Sono immagini di pensiero». Il cinema dunque non è lontano dal pensiero. Anzi ne è straordinariamente vicino. E se la filosofia è una forza, cioè un sapere concettuale che ci consente di allargare e di approfondire la conoscenza del cinema, il cinema, insieme, affronta i problemi e le figure della filosofia e li declina per immagini. Il cinema e la riflessione sul cinema, cioè, sono un modo per dialogare con la filosofia e proporre idee, concetti che - forse - interessano anche la filosofia. Microfilosofia del cinema è quindi un libro che ruota attorno ai concetti creati dalla filosofia, ma anche dal cinema. Anzi è un libro che riflette sulla relazione cinema-filosofia attraverso i concetti. Non è una teoria ?del cinema intesa in senso tradizionale. È un percorso intellettivo che indaga su un doppio movimento, dal cinema alla filosofia e dalla filosofia al cinema. Considera quindi il cinema non come un terreno che la filosofia può rischiarare, ma come un orizzonte che crea concetti e rielabora idee: e dunque pensa il cinema non come una dimensione subalterna, ma come una macchina che produce anche sul piano della speculazione. Questa idea di cinema è sviluppata attraverso analisi di film e di autori importanti della storia del cinema, da Buñuel a Fellini, da Godard a Wenders, da Lang a Hitchcock, dall'espressionismo ad Antonioni sino alla ricerca contemporanea di Lynch, Tarantino, Bigelow e della science fiction, letti attraverso Nietzsche, Benjamin e Marx. E in particolare sono studiati i modi attraverso cui il cinema influenza il pensiero riflettendo sui rapporti concettuali tra Buñuel-Dalí e Lacan, Fellini e Debord, Godard e Derrida, Wenders e Deleuze-Guattari.

Informazioni aggiuntive

Autore: Paolo Bertetto EAN/ISB:
Editore: Marsilio Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 312
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Paolo Bertetto
Paolo Bertetto, professore di cinema all’Università La Sapienza di Roma, ha insegnato anche nelle Università di Torino, Paris 8, Nice, Madrid Complutense, Leipzig e al Centro Sperimentale di Cinematografia. È stato direttore del Museo Nazionale del Cinema. Ha pubblicato una dozzina di monografie e curato una ventina di volumi collettanei, tra cui, per Marsilio, Microfilosofia del cinema, David Lynch e L’interpretazione dei film. È anche autore di tre romanzi, Cuore scuro, Autunno a Berlino e Odio senza fine.

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