Mare Hibericumdi Piero Bellini

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Si danno nella esperienza politica dei popoli accadimenti straordinari, sin capaci di sovvertire il corso delle umane vicende, i quali [fondati inizialmente su certi presupposti d’ordine formale e sostanziale] sono poi stati accreditati – venuto frattanto trasformandosi il dominante clima storico – d’una significazione politica-ideologica-giuridica alquanto diversa (anzi discorde) da quella originaria. Tipico proprio il caso sul quale ci si vuol ora trattenere. Parlo della spartizione dell’Atlantico fra i Regni di Castiglia e Portogallo siccome formalizzata in via ufficiale dalla Sede Apostolica di Roma al tempo delle scoperte oltre oceaniche di Cristoforo Colombo e del concomitante compimento del periplo dell’Africa. D’un tanto impressionante risultato [della avvenuta acquisizione a proprio esclusivo beneficio di questa «divisio oceani» capace di preludere a una «divisio mundi» di imponente portata geo-politica] andava dato merito – anzitutto – alla iniziativa ardimentosa delle due Corone iberiche: e al coraggio degli uomini d’azione che se ne erano fatti esecutori risoluti. E quel merito spettava alla saggezza politica [alla prudentia regnativa] che aveva suggerito alle due Potenze concorrenti – non di irrigidirsi su posizioni di reciproca chiusura – sí piuttosto di addivenire con spirito pragmatico a una avveduta soluzione transattiva: quale fu appunto quella conseguita [nella logica spartitoria già sperimentata con profitto a Arcaçobes] col Trattato di stabilizzazione stipulato a Tordesillas. Ma – sin dal suo primo profilarsi – a questo intricato “affare atlantico” doveva attendere ben anche la Sede Apostolica di Roma: la quale a sé rivendicava [nei modi d’una prerogativa conferitale dalla indubitabile delibera di Dio] il potere ierocratico di sanzionare “costitutivamente” la legittimità formale della realtà pubblica che veniva cosí determinandosi, e di rendersi garante della sua stabilità nell’organico contesto della ecumene teopolitica cattolica.

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Descrizione

Si danno nella esperienza politica dei popoli accadimenti straordinari, sin capaci di sovvertire il corso delle umane vicende, i quali [fondati inizialmente su certi presupposti d’ordine formale e sostanziale] sono poi stati accreditati – venuto frattanto trasformandosi il dominante clima storico – d’una significazione politica-ideologica-giuridica alquanto diversa (anzi discorde) da quella originaria. Tipico proprio il caso sul quale ci si vuol ora trattenere. Parlo della spartizione dell’Atlantico fra i Regni di Castiglia e Portogallo siccome formalizzata in via ufficiale dalla Sede Apostolica di Roma al tempo delle scoperte oltre oceaniche di Cristoforo Colombo e del concomitante compimento del periplo dell’Africa. D’un tanto impressionante risultato [della avvenuta acquisizione a proprio esclusivo beneficio di questa «divisio oceani» capace di preludere a una «divisio mundi» di imponente portata geo-politica] andava dato merito – anzitutto – alla iniziativa ardimentosa delle due Corone iberiche: e al coraggio degli uomini d’azione che se ne erano fatti esecutori risoluti. E quel merito spettava alla saggezza politica [alla prudentia regnativa] che aveva suggerito alle due Potenze concorrenti – non di irrigidirsi su posizioni di reciproca chiusura – sí piuttosto di addivenire con spirito pragmatico a una avveduta soluzione transattiva: quale fu appunto quella conseguita [nella logica spartitoria già sperimentata con profitto a Arcaçobes] col Trattato di stabilizzazione stipulato a Tordesillas. Ma – sin dal suo primo profilarsi – a questo intricato “affare atlantico” doveva attendere ben anche la Sede Apostolica di Roma: la quale a sé rivendicava [nei modi d’una prerogativa conferitale dalla indubitabile delibera di Dio] il potere ierocratico di sanzionare “costitutivamente” la legittimità formale della realtà pubblica che veniva cosí determinandosi, e di rendersi garante della sua stabilità nell’organico contesto della ecumene teopolitica cattolica.

Informazioni aggiuntive

Autore: Piero Bellini EAN/ISB: 9788892116962
Editore: Giappichelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 80
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Piero Bellini
Laureato a Roma e borsista a Yale, è stato Funzionario prefettizio, Magistrato e poi Professore di Storia del Diritto Canonico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Sapienza di Roma. Ha insegnato anche Diritto Canonico, Diritto Ecclesiastico e Storia delle dottrine politiche, nelle Università di Ferrara, Pisa e Firenze. È autore di una infinità di scritti scientifici ed è Accademico dei Lincei.

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