Manuale di Diritto Pubblico Comparato

EBOOK

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con prefazione del Prof. Pasquale Ciriello (Già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”)

COD: EDGT46144

Descrizione

L’ambito comparatistico una volta costituiva un atteggiamento sofisticato che qualificava i giuristi «più raffinati». In questo momento rappresenta una necessità concreta e indifferibile per entrare nella «dimensione transnazionale» della governance mondiale.
Il diritto globale sta progressivamente cancellando il «geo-diritto», cioè il diritto legato al territorio, così come la sovranità globale sta, più o meno legittimamente, abrogando la sovranità nazionale: questo fenomeno è già ampiamente sperimentato dal modello nell’Unione europea e nelle altre forme di unioni sovranazionali.
L’evidenza della deriva comparatistica nel diritto attuale si tocca con mano nella legislazione e nella giurisprudenza dell’Unione europea che «impone» la sostituzione nei singoli Paesi membri di norme e modelli di quelli nazionali con quelli europei.
La coesistenza di diversi gruppi di regole giuridiche (fonti multilivello) dà forza al comparativismo che tende a «sovranazionalizzare» istituti tipici di alcuni ordinamenti.
Si vanno, così, affermando anche altri modelli di norme (attraverso la soft law) e altri analoghi fenomeni giuridici, svincolati dalla territorialità e dalla statualità delle norme, interferendo con le diverse e sempre più permeabili «classificazioni delle fonti» che subiscono notevoli sconfinamenti in relazione alle diverse forme di sovranità istituzionali mettendo in crisi il dogma dell’intangibilità della sovranità e territorialità statuale che appare sempre più obsoleta.
Su questa «deterritorializzazione», pesantemente influenzata dalle società multinazionali, i poteri pubblici nulla possono, condizionati da scelte economiche volte alla conservazione delle fonti delle proprie risorse produttive al fine di garantire la competitività dell’economia nazionale.
La governance mondiale, dunque, frena l’efficienza di ciascun sistema economico nazionale imponendo regole di dominio che minano anche l’eguaglianza degli Stati.
A questo punto ci si chiede quanto può restare «neutrale» la comparazione e quanto  «indipendente» possa dimostrarsi di fronte ai «poteri» che provocano tali cambiamenti epocali.
Questa risposta ciascun lettore potrà darsela dopo aver compreso ciò a cui tende il diritto comparato.

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L’ambito comparatistico una volta costituiva un atteggiamento sofisticato che qualificava i giuristi «più raffinati». In questo momento rappresenta una necessità concreta e indifferibile per entrare nella «dimensione transnazionale» della governance mondiale. Il diritto globale sta progressivamente cancellando il «geo-diritto», cioè il diritto legato al territorio, così come la sovranità globale sta, più o meno legittimamente, abrogando la sovranità nazionale: questo fenomeno è già ampiamente sperimentato dal modello nell’Unione europea e nelle altre forme di unioni sovranazionali. L’evidenza della deriva comparatistica nel diritto attuale si tocca con mano nella legislazione e nella giurisprudenza dell’Unione europea che «impone» la sostituzione nei singoli Paesi membri di norme e modelli di quelli nazionali con quelli europei. La coesistenza di diversi gruppi di regole giuridiche (fonti multilivello) dà forza al comparativismo che tende a «sovranazionalizzare» istituti tipici di alcuni ordinamenti. Si vanno, così, affermando anche altri modelli di norme (attraverso la soft law) e altri analoghi fenomeni giuridici, svincolati dalla territorialità e dalla statualità delle norme, interferendo con le diverse e sempre più permeabili «classificazioni delle fonti» che subiscono notevoli sconfinamenti in relazione alle diverse forme di sovranità istituzionali mettendo in crisi il dogma dell’intangibilità della sovranità e territorialità statuale che appare sempre più obsoleta. Su questa «deterritorializzazione», pesantemente influenzata dalle società multinazionali, i poteri pubblici nulla possono, condizionati da scelte economiche volte alla conservazione delle fonti delle proprie risorse produttive al fine di garantire la competitività dell’economia nazionale. La governance mondiale, dunque, frena l’efficienza di ciascun sistema economico nazionale imponendo regole di dominio che minano anche l’eguaglianza degli Stati. A questo punto ci si chiede quanto può restare «neutrale» la comparazione e quanto  «indipendente» possa dimostrarsi di fronte ai «poteri» che provocano tali cambiamenti epocali. Questa risposta ciascun lettore potrà darsela dopo aver compreso ciò a cui tende il diritto comparato.

Informazioni aggiuntive

Autore: EAN/ISB:
Editore: Protezione:
Formati disponibili: Pagine versione cartacea:
Lingua: Estratto:

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