L’orchidea biancadi Gabriele Canè

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Descrizione

Gabriele torna da Firenze alla Certosa, il cimitero di Bologna, per ritrovare i suoi: Elena e Volturno, i nonni, lo zio Agostino e l’amico d’infanzia Diego. Tra orchidee deposte sulle tombe e fotografie sulle lapidi, la visita si trasforma in un viaggio nella memoria familiare, tra amori nati in ospedale, divieti, ribellioni silenziose e destini solo in apparenza ordinari.
Riaffiorano, sulle ali di teneri ricordi e dialoghi immaginari, la madre, che amava correre e sfrecciare sul Mosquito; il padre, che lavorava all’Istituto Ortopedico Rizzoli e che, proprio per ciò che vedeva ogni giorno, gli aveva sempre vietato il motorino; il nonno Adelmo, sospeso tra ossessioni culinarie e invenzioni; lo zio Agostino, con la sua storia d’amore nata per caso; e Diego, l’amico d’infanzia scomparso troppo presto.
Mentre il cimitero si avvia alla chiusura, le presenze sembrano farsi voce e Gabriele resta sospeso tra ciò che è stato e ciò che continua a parlargli.
Perché questa non è soltanto una visita. È un viaggio lieve dentro la memoria, nel tentativo di tenere insieme, anche con un sorriso, una famiglia che la morte, forse, non è riuscita davvero a separare.

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Descrizione

Gabriele torna da Firenze alla Certosa, il cimitero di Bologna, per ritrovare i suoi: Elena e Volturno, i nonni, lo zio Agostino e l’amico d’infanzia Diego. Tra orchidee deposte sulle tombe e fotografie sulle lapidi, la visita si trasforma in un viaggio nella memoria familiare, tra amori nati in ospedale, divieti, ribellioni silenziose e destini solo in apparenza ordinari. Riaffiorano, sulle ali di teneri ricordi e dialoghi immaginari, la madre, che amava correre e sfrecciare sul Mosquito; il padre, che lavorava all’Istituto Ortopedico Rizzoli e che, proprio per ciò che vedeva ogni giorno, gli aveva sempre vietato il motorino; il nonno Adelmo, sospeso tra ossessioni culinarie e invenzioni; lo zio Agostino, con la sua storia d’amore nata per caso; e Diego, l’amico d’infanzia scomparso troppo presto. Mentre il cimitero si avvia alla chiusura, le presenze sembrano farsi voce e Gabriele resta sospeso tra ciò che è stato e ciò che continua a parlargli. Perché questa non è soltanto una visita. È un viaggio lieve dentro la memoria, nel tentativo di tenere insieme, anche con un sorriso, una famiglia che la morte, forse, non è riuscita davvero a separare.

Informazioni aggiuntive

Autore: Gabriele Canè EAN/ISB:
Editore: Baldini e Castoldi Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Gabriele Canè
Gabriele Canè (Bologna, 1951) è giornalista professionista dal 1976. Ha iniziato al «Resto del Carlino», per poi lavorare al «Giornale» di Indro Montanelli, di cui è stato responsabile della redazione di Bologna e corrispondente da Parigi. Dal 1991 al 1995 ha diretto «La Nazione», poi «Il Giorno» e «Il Resto del Carlino». Dal marzo 2002 al marzo 2003 ha assunto di nuovo la direzione del quotidiano milanese e poi la condirezione del «Quotidiano Nazionale» («Il Resto del Carlino», «La Nazione», «Il Giorno») di cui è attualmente editorialista. Dal 2012 al 2015 ha diretto nuovamente «La Nazione». Nel 1993 è stato nominato Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica italiana. Accanto al giornalismo coltiva la narrativa: tra i suoi libri Dove eravamo rimasti (2020), Sarà un caso (2023) e Trolley (2025).

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