L’opera d’arte e il filosofodi Viana Conti

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Il volume scaturisce dal rapporto tra Filosofia (scrittura-concetto-affetto-percetto) e Arte (immagine visuale-cieca-veggente). L’ouverture si connota come una serrata sequenza di saggi su un artista letto da un filosofo all’interno di un processo critico costruttivo/decostruttivo. Artista e filosofo si presentano protagonisti e insieme deuteragonisti. Un approccio del filosofo all’immaginario dell’artista configura modalità, visuali o discorsive, di un ritratto per sottrazione, che si struttura seguendo una prassi di ospitalità, una strategia di reciproca sopravvivenza. L’intento del saggio di Viana Conti è quindi quello di speculare sull’immagine e sullo sguardo critico che la osserva come doppio ritrarsi. L’artista, il filosofo, frequentati dal desiderio, dall’altro, dall’altrove, dall’oscurità illuminata della grotta batailliana di Lascaux, di quella lacaniana di Altamira, perseguono un autoritratto dell’uno tramite l’altro come dispositivi fecondi del sopra-vivere.

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Il volume scaturisce dal rapporto tra Filosofia (scrittura-concetto-affetto-percetto) e Arte (immagine visuale-cieca-veggente). L’ouverture si connota come una serrata sequenza di saggi su un artista letto da un filosofo all’interno di un processo critico costruttivo/decostruttivo. Artista e filosofo si presentano protagonisti e insieme deuteragonisti. Un approccio del filosofo all’immaginario dell’artista configura modalità, visuali o discorsive, di un ritratto per sottrazione, che si struttura seguendo una prassi di ospitalità, una strategia di reciproca sopravvivenza. L’intento del saggio di Viana Conti è quindi quello di speculare sull’immagine e sullo sguardo critico che la osserva come doppio ritrarsi. L’artista, il filosofo, frequentati dal desiderio, dall’altro, dall’altrove, dall’oscurità illuminata della grotta batailliana di Lascaux, di quella lacaniana di Altamira, perseguono un autoritratto dell’uno tramite l’altro come dispositivi fecondi del sopra-vivere.

Informazioni aggiuntive

Autore: Viana Conti EAN/ISB:
Editore: Mimesis Edizioni Protezione: watermark |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 150
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Viana Conti
Viana Conti, critica d’arte, saggista, è nata a Venezia e vive a Genova. Dal 1972 pratica un approccio critico-teorico alle neo-avanguardie, allo sperimentalismo europeo/americano, all’arte contemporanea. Suoi campi di riflessione sono la legittimazione dell’opera d’arte, i punti di snodo tra significante e significato e gli effetti dell’industria culturale in una società di massa. Ha pubblicato: Short Memory Painting (1982), Arte e intelligenza emotiva (2009), Pratiche discorsive su arte e filosofia (2021), Dromologie 02. Le Musée de l’Accident (2022). Ha tradotto testi di Baudrillard, Blanchot, Lyotard, Marin, Virilio. Nel 1993 è stata commissario della sezione Transiti della XLV Biennale di Venezia.

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