La vergogna del giusto e dell’ingiustodi Marco Bouchard

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Descrizione

«Lo sguardo d’altri è il lampo che illumina la vergogna. La vergogna è un sentimento che lega potentemente alle originarie appartenenze e il tentativo di vincerla costringe ad affrontare una lotta dove combattono due identità riconducibili al medesimo essere.»

Ambigua e poliedrica, la vergogna ci riguarda tutti: attraversa la storia dell’umanità, si manifesta nei primi mesi della nostra vita e non ci abbandona mai, fino all’ultimo respiro. Capace di trasformarsi in strumento di riscatto o di devastazione, può aprire la strada alla redenzione, come accade all’assassino che riconosce l’orrore del suo delitto, o condurre a scelte moralmente discutibili, come nel caso del pavido che, per paura del giudizio dei compagni, si rende colpevole degli atti più riprovevoli. La vergogna, dunque, è «buona» quando rivela la nostra vulnerabilità e si fa forza trasformativa. Ma è anche «cattiva» quando ci annichilisce, riducendoci al silenzio per conformarci ai valori più meschini della collettività.
È perciò un’emozione legata a doppio filo allo sguardo dell’altro, che ci scopre e ci espone, svelandoci non solo agli altri, ma anche a noi stessi. Si manifesta nel viso, nella voce e nel corpo e ci distingue dagli animali: il rossore è segno evidente di un’emozione che è solo umana.
Tra delitti efferati compiuti per paura del disonore e la «vergogna dei giusti» di cui parla Primo Levi, e a partire dal suo etimo (la «gogna» medievale), Marco Bouchard esplora le infinite pieghe della vergogna, scavando nel suo ruolo di strumento sociale,
tra controllo e coesione.
Con una prosa che fonde pensiero civile, riferimenti letterari e vicende di cronaca, il libro traccia la mappa di questo sentimento universale e offre una riflessione profonda su come la vergogna modelli l’umanità e le sue relazioni. Dal pensiero di Braithwaite sulla vergogna reintegrativa ai personaggi delle opere di Roth, McEwan ed Ernaux, passando per le riflessioni teologiche di Bonhoeffer e il richiamo a passi biblici e mitologici, e a precedenti giudiziari, ogni pagina illumina un aspetto meno ovvio della vergogna, mostrando come questo sentimento complesso e sfuggente sia legato, in modo imprescindibile, all’idea stessa di convivenza civile.

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Descrizione

«Lo sguardo d'altri è il lampo che illumina la vergogna. La vergogna è un sentimento che lega potentemente alle originarie appartenenze e il tentativo di vincerla costringe ad affrontare una lotta dove combattono due identità riconducibili al medesimo essere.»

Ambigua e poliedrica, la vergogna ci riguarda tutti: attraversa la storia dell’umanità, si manifesta nei primi mesi della nostra vita e non ci abbandona mai, fino all’ultimo respiro. Capace di trasformarsi in strumento di riscatto o di devastazione, può aprire la strada alla redenzione, come accade all’assassino che riconosce l’orrore del suo delitto, o condurre a scelte moralmente discutibili, come nel caso del pavido che, per paura del giudizio dei compagni, si rende colpevole degli atti più riprovevoli. La vergogna, dunque, è «buona» quando rivela la nostra vulnerabilità e si fa forza trasformativa. Ma è anche «cattiva» quando ci annichilisce, riducendoci al silenzio per conformarci ai valori più meschini della collettività.
È perciò un’emozione legata a doppio filo allo sguardo dell’altro, che ci scopre e ci espone, svelandoci non solo agli altri, ma anche a noi stessi. Si manifesta nel viso, nella voce e nel corpo e ci distingue dagli animali: il rossore è segno evidente di un’emozione che è solo umana.
Tra delitti efferati compiuti per paura del disonore e la «vergogna dei giusti» di cui parla Primo Levi, e a partire dal suo etimo (la «gogna» medievale), Marco Bouchard esplora le infinite pieghe della vergogna, scavando nel suo ruolo di strumento sociale,
tra controllo e coesione.
Con una prosa che fonde pensiero civile, riferimenti letterari e vicende di cronaca, il libro traccia la mappa di questo sentimento universale e offre una riflessione profonda su come la vergogna modelli l’umanità e le sue relazioni. Dal pensiero di Braithwaite sulla vergogna reintegrativa ai personaggi delle opere di Roth, McEwan ed Ernaux, passando per le riflessioni teologiche di Bonhoeffer e il richiamo a passi biblici e mitologici, e a precedenti giudiziari, ogni pagina illumina un aspetto meno ovvio della vergogna, mostrando come questo sentimento complesso e sfuggente sia legato, in modo imprescindibile, all’idea stessa di convivenza civile.

Informazioni aggiuntive

Autore: Marco Bouchard EAN/ISB: 9788833944371
Editore: Bollati Boringhieri Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 140
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Marco Bouchard
Marco Bouchard è fondatore e presidente di Rete Dafne Italia, associazione dedicata al supporto delle vittime di reato, e nel 2010 ha presieduto il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Entrato in magistratura nel 1985, ha insegnato Diritto penale presso l’Università del Piemonte Orientale ed è stato responsabile della formazione dei magistrati nel distretto del Piemonte e della Valle d’Aosta e in quello della Toscana. Autore di numerosi contributi in opere collettanee – tra cui Terrorismo per l’Enciclopedia Giuridica di Treccani e Criminalità diffusa nel volume Storia d’Italia. Annali 12. La criminalità, a cura di Luciano Violante – e di articoli su riviste specializzate, ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tra cui: Una giustizia minore (1997), Offesa e riparazione (con Giovanni Mierolo, 2005), Sul perdono (con Fulvio Ferrario, 2008), Credere e appartenere (2014), 5 variazioni sul credere (2014), Vittime al bivio. Tra risentimenti e bisogno di riparazione (2021) e La giustizia riparativa (con Fabio Fiorentin, 2024).
 

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