La musica dei cattividi Carlo Fiore

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Descrizione

Uno spettro si aggira su schermi piccoli e grandi: l’idea che la musica classica sia per eccellenza “la musica dei cattivi”. Non c’è film o serie tv in cui assassino, terrorista, serial killer, scienziato pazzo, maniaco, megalomane, mafioso, mostro di ogni genere non ami la musica classica, non vada volentieri all’opera, quando non suona in prima persona uno strumento. Di più: se in sottofondo sentiamo un brano di musica classica, possiamo scommettere che sulla scena stia per accadere qualcosa di brutto, o che il personaggio in questione celi un certo grado di malignità. La trovata risale agli albori del cinema ma, sia pur nel mutare di personaggi e ambientazioni, ha finito per attestarsi come luogo comune: un grande equivoco che nel pubblico più assuefatto agli stereotipi dei media visivi ha insinuato, quantomeno, una forma di sospetto nei confronti di quest’arte.
Come strumento di difesa e resistenza, Carlo Fiore passa in rassegna l’immaginario filmico occidentale: da M di Fritz Lang, in cui l’abietta figura di un assassino di bambini entra in scena fischiettando Grieg, alle serie tv degli anni Duemila in cui dominano le Variazioni Goldberg e i Carmina Burana, passando per i vampiri – il Dracula di Béla Lugosi così come quelli “a puntate” che frequentano licei e università americane. Senza dimenticare i pochi casi virtuosi, come il violino di Sherlock Holmes o il violoncello di Mercoledì Addams. Una ricognizione necessaria, dunque, per strappare la musica classica dal suo status di colonna sonora dei cattivi: per innamorarcene ancora.

Beethoven è più cattivo di Brahms, e per entrare fra i supercattivi bisogna superare l’esame di storia della musica.

Hanno scritto di lui:
«Autore di una monografia la cui realizzazione sarebbe parsa, fino a qualche tempo fa, incredibile in Italia: saggio perfetto di vera musicologia capace di comunicare idee e conoscenze, unico in Italia (e fra i rarissimi in Occidente, oggi) nella bibliografia sulla musica rinascimentale e barocca». Il Sole 24 Ore
«La densità fattuale della sua prosa ha il merito di una chiarezza senza presunzione».
Musica

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Descrizione

Uno spettro si aggira su schermi piccoli e grandi: l’idea che la musica classica sia per eccellenza “la musica dei cattivi”. Non c’è film o serie tv in cui assassino, terrorista, serial killer, scienziato pazzo, maniaco, megalomane, mafioso, mostro di ogni genere non ami la musica classica, non vada volentieri all’opera, quando non suona in prima persona uno strumento. Di più: se in sottofondo sentiamo un brano di musica classica, possiamo scommettere che sulla scena stia per accadere qualcosa di brutto, o che il personaggio in questione celi un certo grado di malignità. La trovata risale agli albori del cinema ma, sia pur nel mutare di personaggi e ambientazioni, ha finito per attestarsi come luogo comune: un grande equivoco che nel pubblico più assuefatto agli stereotipi dei media visivi ha insinuato, quantomeno, una forma di sospetto nei confronti di quest’arte. Come strumento di difesa e resistenza, Carlo Fiore passa in rassegna l’immaginario filmico occidentale: da M di Fritz Lang, in cui l’abietta figura di un assassino di bambini entra in scena fischiettando Grieg, alle serie tv degli anni Duemila in cui dominano le Variazioni Goldberg e i Carmina Burana, passando per i vampiri – il Dracula di Béla Lugosi così come quelli “a puntate” che frequentano licei e università americane. Senza dimenticare i pochi casi virtuosi, come il violino di Sherlock Holmes o il violoncello di Mercoledì Addams. Una ricognizione necessaria, dunque, per strappare la musica classica dal suo status di colonna sonora dei cattivi: per innamorarcene ancora.
Beethoven è più cattivo di Brahms, e per entrare fra i supercattivi bisogna superare l’esame di storia della musica.
Hanno scritto di lui:
«Autore di una monografia la cui realizzazione sarebbe parsa, fino a qualche tempo fa, incredibile in Italia: saggio perfetto di vera musicologia capace di comunicare idee e conoscenze, unico in Italia (e fra i rarissimi in Occidente, oggi) nella bibliografia sulla musica rinascimentale e barocca». Il Sole 24 Ore
«La densità fattuale della sua prosa ha il merito di una chiarezza senza presunzione». Musica

Informazioni aggiuntive

Autore: Carlo Fiore EAN/ISB: 9788854532755
Editore: Neri Pozza Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Carlo Fiore
Carlo Fiore, musicologo e art director, insegna Storia della musica al Conservatorio di Palermo. Fra i suoi libri si segnalano: Preparare e scrivere la tesi in Musica (2000), Josquin des Prez (2003), Madonna (2003), Il libro di musica (2004), Bach Goldberg Beethoven Diabelli (2009), Gruppo di famiglia con Beethoven (2021). Studioso di musica antica, storia dell’interpretazione e sociologia, ha scritto anche saggi per l’Enciclopedia Treccani e programmi di sala per le maggiori istituzioni italiane. Membro dell’Associazione nazionale critici musicali, dal 1999 collabora col mensile Classic Voice. Ha firmato progetti grafici per il Teatro Massimo, l’Accademia di Santa Cecilia, i Pomeriggi Musicali di Milano, i festival di Macerata, Matera, Ravello e Urbino, l’Istituto Italiano di Cultura di New York.

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