La linea spezzatadi Fabrizio Lombardo

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Descrizione

aprire così, con una pistola in evidenza, segno
che definisce gli anni/ un’adolescenza che è registro
privato e tentativo pubblico di descrivere dove
la scrittura frana, si fa grana sottile, carta abrasiva
per gli occhi. resta la luce della fabbrica
il rimbombo che riproduce il suono delle parole

Un libro spezzato in due, come il suo titolo e la sua partitura, per delineare la separatezza tra i tempi del vivere e del contemporaneo. Questo è La Linea spezzata di Fabrizio Lombardo. E spezzata in due appare anche l’unica poesia possibile oggi, come il suo linguaggio. Da un lato gli anni settanta e ottanta, nel ricordo di un bambino, poi di un ragazzo, cresciuto osservando la lotta operaia e il conflitto di classe, attraverso la ribellione artistica del punk; dall’altro la vita adulta nella genitorialità del nuovo millennio, nell’amore della vita coniugale, e il lavoro di una professione qualificata con il salto, e il rientro, all’interno di una dimensione dell’abitare opposta alla prima: una zona solo borghese, e solo apparentemente borghese. Nel ridisegnare una impossibile memoria intergenerazionale, questo libro – affatto scontato sulla scena contemporanea – rimarca la scissione e l’unione salda tra esperienza individuale e storia collettiva, in un viaggio che corrode e divarica in due l’Italia: l’epoca appena successiva all’utopia del Sessantotto e il senso imprendibile del presente. Una prima parte, come storia primitiva, racconta la vera e propria linea spezzata (nel richiamo al terrorismo di prima linea) ed è a sua volta concepita in capitoli, dove la vicenda privata si fonde con il paesaggio politico e culturale degli anni settanta, fino a confluire in Ionio, sezione stratificata in cui il lutto per la morte del padre, e il legame con la Calabria, si sovrappongono in un movimento temporale fluido. Una seconda vicenda, Strategie di fuga, rallenta l’andatura del racconto catturando ritratti brevi, testi pensati come fotografie in bianco e nero con volti, luoghi, istantanee che lo sguardo coglie passando in auto, accanto a figure celebri di poeti e di scrittori quali frammenti di una geografia emotiva e culturale. Con lo sfondo in movimento e stasi dell’amore. Ed è questo Atlante dei giorni a far emergere un «noi» generazionale, mai dichiarato ma profondamente presente, pagine come un’eco condivisa. Un libro duplice e reversibile, nello sforzo più alto di una voce già distinta e distinguibile come quella di Lombardo. Ma un libro mai doppio, che apre a una visione potente del contemporaneo, attraverso il racconto di un lento e silenzioso crollo della società e della cultura occidentale, della poesia come strumento di descrizione del mondo. E che si muove tra narrazione, fotografia, riflessione, con l’ambizione di restituire la complessità del tempo vissuto. Pur sempre immaginato.

Elisa Donzelli

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Descrizione

aprire così, con una pistola in evidenza, segno che definisce gli anni/ un’adolescenza che è registro privato e tentativo pubblico di descrivere dove la scrittura frana, si fa grana sottile, carta abrasiva per gli occhi. resta la luce della fabbrica il rimbombo che riproduce il suono delle parole Un libro spezzato in due, come il suo titolo e la sua partitura, per delineare la separatezza tra i tempi del vivere e del contemporaneo. Questo è La Linea spezzata di Fabrizio Lombardo. E spezzata in due appare anche l’unica poesia possibile oggi, come il suo linguaggio. Da un lato gli anni settanta e ottanta, nel ricordo di un bambino, poi di un ragazzo, cresciuto osservando la lotta operaia e il conflitto di classe, attraverso la ribellione artistica del punk; dall’altro la vita adulta nella genitorialità del nuovo millennio, nell’amore della vita coniugale, e il lavoro di una professione qualificata con il salto, e il rientro, all’interno di una dimensione dell’abitare opposta alla prima: una zona solo borghese, e solo apparentemente borghese. Nel ridisegnare una impossibile memoria intergenerazionale, questo libro – affatto scontato sulla scena contemporanea – rimarca la scissione e l’unione salda tra esperienza individuale e storia collettiva, in un viaggio che corrode e divarica in due l’Italia: l’epoca appena successiva all’utopia del Sessantotto e il senso imprendibile del presente. Una prima parte, come storia primitiva, racconta la vera e propria linea spezzata (nel richiamo al terrorismo di prima linea) ed è a sua volta concepita in capitoli, dove la vicenda privata si fonde con il paesaggio politico e culturale degli anni settanta, fino a confluire in Ionio, sezione stratificata in cui il lutto per la morte del padre, e il legame con la Calabria, si sovrappongono in un movimento temporale fluido. Una seconda vicenda, Strategie di fuga, rallenta l’andatura del racconto catturando ritratti brevi, testi pensati come fotografie in bianco e nero con volti, luoghi, istantanee che lo sguardo coglie passando in auto, accanto a figure celebri di poeti e di scrittori quali frammenti di una geografia emotiva e culturale. Con lo sfondo in movimento e stasi dell’amore. Ed è questo Atlante dei giorni a far emergere un «noi» generazionale, mai dichiarato ma profondamente presente, pagine come un’eco condivisa. Un libro duplice e reversibile, nello sforzo più alto di una voce già distinta e distinguibile come quella di Lombardo. Ma un libro mai doppio, che apre a una visione potente del contemporaneo, attraverso il racconto di un lento e silenzioso crollo della società e della cultura occidentale, della poesia come strumento di descrizione del mondo. E che si muove tra narrazione, fotografia, riflessione, con l’ambizione di restituire la complessità del tempo vissuto. Pur sempre immaginato. Elisa Donzelli

Informazioni aggiuntive

Autore: Fabrizio Lombardo EAN/ISB: 9788855228206
Editore: Donzelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Fabrizio Lombardo
Fabrizio Lombardo (Bologna, 1968) vive a Ferrara. Tra i fondatori, nel 1994, di «Versodove, rivista di letteratura», ha pubblicato Il cerchio e il silenzio (Squadro Edizioni Grafiche, 1995), Carte del cielo (VersodoveTesti, 1999; Premio Terre del Pallavicino), di quello che resta (Fara, 1998), Confini provvisori (Joker, 2008) e Coordinate per la crudeltà (Kurumuny, 2018; finalista al Premio Pagliarani e al Premio Tirinnanzi). Tra le antologie in cui è inserito si segnalano: Il grande blu, il grande nero (Transeuropa), Sesto quaderno di poesia italiana (Marcos Y Marcos), Ákusma (Metauro), Parole di passo (Aragno), Parola plurale (Sossella). Suoi versi sono apparsi su «Il Verri», «Poesia», «Tratti», «Atelier», «La clessidra», «L’Ulisse», «Poeti e Poesia». Ha curato, con Niva Lorenzini, il volume Yellow, di Antonio Porta (Mondadori, 2002). Suoi testi sono tradotti in francese, inglese, greco, slovacco, serbo croato e spagnolo. Lavora occupandosi di libri e librerie nella direzione di librerie.coop.

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