La fine del mondodi Francesco Pecoraro

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Descrizione

Uno dei «romanzi» più toccanti ed esilaranti della nostra letteratura recente

«Estremamente potente e ricco, di una ferocia senza precedenti… Erede degli eroi tormentati di Céline, Malcolm Lowry, Don De Lillo»
la Repubblica

«Con la sua scrittura travolgente riesce a catturare, nella filigrana delle ossessioni di un singolo, il trauma storico di quel ‘groviglio’ che chiamiamo Italia»
Tuttolibri-La Stampa – Andrea Cortellessa

«Spesso insuperabile. Un classico moderno. Una nuova Odissea»
El País

«Pecoraro è autore di quello che andrebbe definito il Grande Romanzo Italiano»
Il Venerdì di Repubblica

Roma, duemilaventi e rotti; un’Italia, un mondo simili ma non identici ai nostri. Un narratore avanti con gli anni, residente
nell’«Ipotassi Cetomedioide», roccaforte piccoloborghese a ridosso del centro storico, prende il consueto caffè di cialda sul
tavolo di cucina dell’appartamento che condivide con la compagna Carla. Parla fra sé: ricorda, disprezza, rimpiange, sogna, teme, scevera il tempo passato, la storia in cui è immerso, il poco futuro che sente di avere. Fantasie, memorie, ossessioni dell’uomo vertono sulla fine di un mondo – la fine del mondo? – e di un’esistenza, dando forma a una lettura integrale della nostra epoca, memorabile per intensità, umorismo, lucidità, crudeltà, stile. In questo libro, care lettrici e cari lettori, non sentirete il bisogno di una trama; potrete finalmente farne a meno! Ma il nostro uomo, questo sì, racconta: racconta la sua vita, racconta dell’amata Isola greca e dei suoi personaggi «più umani» di noi, racconta la città demmerda in cui vive, la nazione fascistoide che è diventata la nostra, racconta la Rete, racconta la molteplice, deprecabile e ammirevole umanità di cui partecipiamo. Racconta la realtà senza esserle servo, implicitamente ribellandosi, eppure – ripete l’uomo con amara ironia – accettandola

Con La fine del mondo, Francesco Pecoraro ci offre un «romanzo»ai confini del genere, sommamente divertente, di vertiginosa intelligenza, di commozione assoluta e profondamente innovativo, confermandosi tra i pochi scrittori italiani degni della grande modernità letteraria

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Descrizione

Uno dei «romanzi» più toccanti ed esilaranti della nostra letteratura recente


«Estremamente potente e ricco, di una ferocia senza precedenti… Erede degli eroi tormentati di Céline, Malcolm Lowry, Don De Lillo»
la Repubblica

«Con la sua scrittura travolgente riesce a catturare, nella filigrana delle ossessioni di un singolo, il trauma storico di quel ‘groviglio' che chiamiamo Italia»
Tuttolibri-La Stampa - Andrea Cortellessa

«Spesso insuperabile. Un classico moderno. Una nuova Odissea»
El País

«Pecoraro è autore di quello che andrebbe definito il Grande Romanzo Italiano»
Il Venerdì di Repubblica

Roma, duemilaventi e rotti; un’Italia, un mondo simili ma non identici ai nostri. Un narratore avanti con gli anni, residente
nell’«Ipotassi Cetomedioide», roccaforte piccoloborghese a ridosso del centro storico, prende il consueto caffè di cialda sul
tavolo di cucina dell’appartamento che condivide con la compagna Carla. Parla fra sé: ricorda, disprezza, rimpiange, sogna, teme, scevera il tempo passato, la storia in cui è immerso, il poco futuro che sente di avere. Fantasie, memorie, ossessioni dell’uomo vertono sulla fine di un mondo – la fine del mondo? – e di un’esistenza, dando forma a una lettura integrale della nostra epoca, memorabile per intensità, umorismo, lucidità, crudeltà, stile. In questo libro, care lettrici e cari lettori, non sentirete il bisogno di una trama; potrete finalmente farne a meno! Ma il nostro uomo, questo sì, racconta: racconta la sua vita, racconta dell’amata Isola greca e dei suoi personaggi «più umani» di noi, racconta la città demmerda in cui vive, la nazione fascistoide che è diventata la nostra, racconta la Rete, racconta la molteplice, deprecabile e ammirevole umanità di cui partecipiamo. Racconta la realtà senza esserle servo, implicitamente ribellandosi, eppure – ripete l'uomo con amara ironia – accettandola
Con La fine del mondo, Francesco Pecoraro ci offre un «romanzo»ai confini del genere, sommamente divertente, di vertiginosa intelligenza, di commozione assoluta e profondamente innovativo, confermandosi tra i pochi scrittori italiani degni della grande modernità letteraria

Informazioni aggiuntive

Autore: Francesco Pecoraro EAN/ISB: 9791255822684
Editore: Ponte alle Grazie Protezione:
Formati disponibili: Pagine versione cartacea: 368
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Francesco Pecoraro
Francesco Pecoraro, romano, ha pubblicato per Ponte alle Grazie i romanzi La vita in tempo di pace (2013; premio Viareggio, finalista premio Strega, tradotto in cinque lingue), Lo stradone (2019; finalista Premio Campiello) e Solo vera è l'estate (2023), e i racconti di Camere e stanze (2021). Ricordiamo anche le prose di Questa e altre presitorie (Le Lettere, 2008), le poesie di Primordio vertebrale (Ponte Sisto, 2012) e il «poemetto» Nodulo (Tic, 2021).

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