In parole poveredi Franco Brevini

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Descrizione

Quasi metà della popolazione italiana continua a fare riferimento al dialetto, ma sull’argomento persistono equivoci e fraintendimenti. Cosa distingue una lingua da un dialetto? E perché in dialetto, ancora oggi, alcune cose ci sembrano più autentiche? Soprattutto: che ruolo hanno avuto le lingue popolari nello sviluppo della nostra letteratura?
Tra i maggiori studiosi in materia, Franco Brevini risponde a queste e altre fondamentali domande tracciando un profilo teorico e storico del variegato mondo dialettale che anima il nostro paese.
Con un linguaggio chiaro, attraverso esempi e testimonianze che coprono l’intero corso della tradizione italiana, In parole povere si propone di fare finalmente chiarezza, colmando il vuoto che si è spalancato tra gli specialisti e l’opinione pubblica. Un lavoro che mette ordine nell’universo caotico della questione dialettale italiana, segnata da strumentalizzazioni, timidi rilanci e nostalgie disilluse.
L’operazione dell’autore non vuole essere conservatrice, al contrario: si propone di rendere viva la pluralità di voci che contraddistingue il nostro paese, perché «custodirle non significa tornare indietro, ma imparare a dire meglio chi siamo». E infatti oggi, in modo inatteso, i dialetti stanno tornando. Un revival che si manifesta con nuove energie e in forme diverse: nel rap e nei meme, all’interno dei podcast e su TikTok, a teatro e nel marketing. Le nuove generazioni li riscoprono, non più come lingue dell’arretratezza, ma come codici di libertà, ironia, identità. Scegliere di esprimersi in dialetto oggi può voler dire scegliere una lingua non colonizzata, non globale, non piatta.
I dialetti, insomma, sono voci che vengono da lontano, ma che si ostinano a guardare al domani. Un futuro per i dialetti è possibile ed è già cominciato.

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Quasi metà della popolazione italiana continua a fare riferimento al dialetto, ma sull’argomento persistono equivoci e fraintendimenti. Cosa distingue una lingua da un dialetto? E perché in dialetto, ancora oggi, alcune cose ci sembrano più autentiche? Soprattutto: che ruolo hanno avuto le lingue popolari nello sviluppo della nostra letteratura?
Tra i maggiori studiosi in materia, Franco Brevini risponde a queste e altre fondamentali domande tracciando un profilo teorico e storico del variegato mondo dialettale che anima il nostro paese.
Con un linguaggio chiaro, attraverso esempi e testimonianze che coprono l’intero corso della tradizione italiana, In parole povere si propone di fare finalmente chiarezza, colmando il vuoto che si è spalancato tra gli specialisti e l’opinione pubblica. Un lavoro che mette ordine nell’universo caotico della questione dialettale italiana, segnata da strumentalizzazioni, timidi rilanci e nostalgie disilluse.
L’operazione dell’autore non vuole essere conservatrice, al contrario: si propone di rendere viva la pluralità di voci che contraddistingue il nostro paese, perché «custodirle non significa tornare indietro, ma imparare a dire meglio chi siamo». E infatti oggi, in modo inatteso, i dialetti stanno tornando. Un revival che si manifesta con nuove energie e in forme diverse: nel rap e nei meme, all’interno dei podcast e su TikTok, a teatro e nel marketing. Le nuove generazioni li riscoprono, non più come lingue dell’arretratezza, ma come codici di libertà, ironia, identità. Scegliere di esprimersi in dialetto oggi può voler dire scegliere una lingua non colonizzata, non globale, non piatta.
I dialetti, insomma, sono voci che vengono da lontano, ma che si ostinano a guardare al domani. Un futuro per i dialetti è possibile ed è già cominciato.

Informazioni aggiuntive

Autore: Franco Brevini EAN/ISB: 9788833946023
Editore: Bollati Boringhieri Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 160
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Franco Brevini
Franco Brevini insegna Letteratura italiana e Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Bergamo e l’Università iulm di Milano. Tra i massimi studiosi della poesia dialettale (La poesia in dialetto. Storia e testi dalle origini al Novecento, 1999, 3 voll.), ha pubblicato da ultimo Voci di Lombardia (2008) e La letteratura degli italiani. Perché molti la celebrano e pochi la amano (2011).
La passione alpinistica alimenta un altro filone della sua produzione, da Ghiacci. Uomini e avventure dalle Alpi al Grande Nord (2002) e Rocce. Dal Borneo alle Lofoten, dalle Alpi al Sahara, avventure di uomini in scalata (2004) a La sfinge dei ghiacci. Gli italiani alla scoperta del Grande Nord (2011). Collabora al «Corriere della Sera». Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Un cerino nel buio. Come la cultura sopravvive a barbari e antibarbari (2008).

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