Immagine di potere e prassi di governodi Federica Cengarle

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La politica feudale di Filippo Maria Visconti

Descrizione

Affermare la propria autorità, proponendo di sé l’innovativa immagine del monarca; “scorporare” terre, castelli e villaggi dipendenti dai contadi delle città; subordinare a sé i potenti dello Stato, trasformandoli da vassalli in sudditi.
Furono questi alcuni tratti caratteristici della politica di Filippo Maria Visconti, duca di Milano (1412-1447), un sovrano per certi versi “rivoluzionario” che innovò profondamente il rapporto feudale, assorbendo forme di dipendenza personale, come quelle vassallatiche, nell’impersonale subordinazione del feudatario-suddito all’autorità territoriale e “pubblica” del duca.
Questo modo nuovo di rappresentare il ruolo del principe – che peraltro, nella prassi di governo, non cessò mai di negoziare il consenso dei diversi corpi politico-territoriali che componevano il dominio, viene qui inquadrato nel più ampio mosaico della costruzione dello Stato regionale nell’Italia settentrionale tra Medioevo e Rinascimento, secondo un approccio basato su una penetrante e scrupolosa lettura dei documenti in cui sedimentò l’elaborazione intellettuale dei giuristi e cancellieri al servizio del Visconti.

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Descrizione

Affermare la propria autorità, proponendo di sé l’innovativa immagine del monarca; “scorporare” terre, castelli e villaggi dipendenti dai contadi delle città; subordinare a sé i potenti dello Stato, trasformandoli da vassalli in sudditi. Furono questi alcuni tratti caratteristici della politica di Filippo Maria Visconti, duca di Milano (1412-1447), un sovrano per certi versi “rivoluzionario” che innovò profondamente il rapporto feudale, assorbendo forme di dipendenza personale, come quelle vassallatiche, nell’impersonale subordinazione del feudatario-suddito all’autorità territoriale e “pubblica” del duca. Questo modo nuovo di rappresentare il ruolo del principe – che peraltro, nella prassi di governo, non cessò mai di negoziare il consenso dei diversi corpi politico-territoriali che componevano il dominio, viene qui inquadrato nel più ampio mosaico della costruzione dello Stato regionale nell’Italia settentrionale tra Medioevo e Rinascimento, secondo un approccio basato su una penetrante e scrupolosa lettura dei documenti in cui sedimentò l’elaborazione intellettuale dei giuristi e cancellieri al servizio del Visconti.

Informazioni aggiuntive

Autore: Federica Cengarle EAN/ISB: 9788883341991
Editore: Viella Libreria Editrice Protezione: none | acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 209
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Federica Cengarle
Federica Cengarle svolge attività di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. È autrice di saggi di storia politica ed istituzionale sull’età viscontea e ha curato il volume Poteri signorili e feudali nelle campagne dell’Italia settentrionale fra Tre e Quattrocento, Firenze 2005.

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