Il Purgatorio di Dantedi Vittorio Sermonti
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Descrizione
Dante, con questa cantica seconda, conferisce sostanza, ubicazione e regime al nebuloso regno transitorio dell’oltretomba, che ha referenze assai vaghe nelle Scritture e che, dopo un millenario travaglio teologico, solo da una trentina d’anni era entrato a far parte dei dogmi della Chiesa romana. Nell’invenzione ‒ o nella scoperta ‒ dantesca, il Purgatorio è il monte che sorge al centro dell’emisfero australe, sotto stelle che nessun uomo ha mai visto tranne “la prima gente” (perché la sua cima è la sede del paradiso terrestre). Lo percorriamo insieme a Vittorio Sermonti, nella seconda puntata del suo “serial teologico”. Torniamo con Dante e Virgilio a rivedere le stelle, il cielo (“dolce color d’orïental zaffiro”), “il tremolar de la marina”, e ad ascoltare la musica dopo la muta tenebra della morte eterna, le grida, le lacrime, i cupi bagliori dell’Inferno e della sua commedia umana. “Ma qui la morta poesì resurga, / o sante Muse, poi che vostro sono”: e grazie a Vittorio Sermonti, la poesia di Dante torna viva ai nostri orecchi (e agli occhi, e al cuore) e ci seduce con le “dolci note” della sua musica.
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Descrizione
Dante, con questa cantica seconda, conferisce sostanza, ubicazione e regime al nebuloso regno transitorio dell’oltretomba, che ha referenze assai vaghe nelle Scritture e che, dopo un millenario travaglio teologico, solo da una trentina d’anni era entrato a far parte dei dogmi della Chiesa romana. Nell’invenzione ‒ o nella scoperta ‒ dantesca, il Purgatorio è il monte che sorge al centro dell’emisfero australe, sotto stelle che nessun uomo ha mai visto tranne “la prima gente” (perché la sua cima è la sede del paradiso terrestre). Lo percorriamo insieme a Vittorio Sermonti, nella seconda puntata del suo “serial teologico”. Torniamo con Dante e Virgilio a rivedere le stelle, il cielo (“dolce color d’orïental zaffiro”), “il tremolar de la marina”, e ad ascoltare la musica dopo la muta tenebra della morte eterna, le grida, le lacrime, i cupi bagliori dell’Inferno e della sua commedia umana. “Ma qui la morta poesì resurga, / o sante Muse, poi che vostro sono”: e grazie a Vittorio Sermonti, la poesia di Dante torna viva ai nostri orecchi (e agli occhi, e al cuore) e ci seduce con le “dolci note” della sua musica.
Informazioni aggiuntive
| Autore: Vittorio Sermonti | EAN/ISB: 9788811818236 |
| Editore: Garzanti | Protezione: acs4 | |
| Formati disponibili: epub | Pagine versione cartacea: 640 |
| Lingua: it | Estratto: Leggi |
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