Il progetto autobiografico delle Familiares di Petrarcadi Roberta Antognini

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Le Familiares, o Familiarium rerum liber come Petrarca intitola l’opera dedicandola all’amico Ludwig van Kempen, sono una raccolta in 24 libri di 350 epistole latine, scelte tra le molte scritte a numerosi destinatari nel corso della sua vita. Come chiaramente affermato nella dedicatoria, l’intenzione di raccogliere le lettere nasconde un progetto autobiografico preparato con estrema cura, impresa originale per cui non esistevano veri modelli. I soli che Petrarca riconosce sono classici, in particolare Cicerone e Seneca. Nessuno medievale e nessuna menzione delle Confessioni di Agostino, benché l’idea di raccogliere ciò che è sparso sia squisitamente agostiniana e dia forma sia alle raccolte epistolari sia al Canzoniere. Nonostante le Confessioni siano generalmente considerate la prima autobiografia, a causa della natura versatile e multiforme del genere, è controverso se si possa parlare di “vera” autobiografia prima di Rousseau. Ma se l’autobiografia comporta un’interpretazione coerente dell’io da un particolare momento nel tempo, le Familiares sono un’autobiografia. Usando la teoria agostiniana di tempo e memoria, Petrarca riesce infatti nel geniale intento di scrivere la sua vita mediante una sequenza epistolare. A causa però della lunghezza e complessità del progetto (che bisognò dividere, iniziando le Seniles), e della peculiarità del mezzo paradossale scelto, la storia della lettura delle Familiares è difficile quanto l’opera stessa: benché lette da sempre come fonte biografica, soltanto alcune sono ritenute “veramente” autobiografiche, negando così la continuità della sequenza, secondo l’“epystolarum ordo”. Solo una lettura diacronica, che riconosca la dialettica fra natura frammentaria delle lettere e unità imposta dalla raccolta, è in grado di rivelare l’autobiografia – nel senso così petrarchesco di rendere la precarietà della vita – come il tema guida dell’epistolario.

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Le Familiares, o Familiarium rerum liber come Petrarca intitola l’opera dedicandola all’amico Ludwig van Kempen, sono una raccolta in 24 libri di 350 epistole latine, scelte tra le molte scritte a numerosi destinatari nel corso della sua vita. Come chiaramente affermato nella dedicatoria, l’intenzione di raccogliere le lettere nasconde un progetto autobiografico preparato con estrema cura, impresa originale per cui non esistevano veri modelli. I soli che Petrarca riconosce sono classici, in particolare Cicerone e Seneca. Nessuno medievale e nessuna menzione delle Confessioni di Agostino, benché l’idea di raccogliere ciò che è sparso sia squisitamente agostiniana e dia forma sia alle raccolte epistolari sia al Canzoniere. Nonostante le Confessioni siano generalmente considerate la prima autobiografia, a causa della natura versatile e multiforme del genere, è controverso se si possa parlare di “vera” autobiografia prima di Rousseau. Ma se l’autobiografia comporta un’interpretazione coerente dell’io da un particolare momento nel tempo, le Familiares sono un’autobiografia. Usando la teoria agostiniana di tempo e memoria, Petrarca riesce infatti nel geniale intento di scrivere la sua vita mediante una sequenza epistolare. A causa però della lunghezza e complessità del progetto (che bisognò dividere, iniziando le Seniles), e della peculiarità del mezzo paradossale scelto, la storia della lettura delle Familiares è difficile quanto l’opera stessa: benché lette da sempre come fonte biografica, soltanto alcune sono ritenute “veramente” autobiografiche, negando così la continuità della sequenza, secondo l’“epystolarum ordo”. Solo una lettura diacronica, che riconosca la dialettica fra natura frammentaria delle lettere e unità imposta dalla raccolta, è in grado di rivelare l’autobiografia – nel senso così petrarchesco di rendere la precarietà della vita – come il tema guida dell’epistolario.

Informazioni aggiuntive

Autore: Roberta Antognini EAN/ISB: 9788879163965
Editore: LED Edizioni Universitarie Protezione: none | acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 471
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Roberta Antognini
Roberta Antognini insegna Lingua e Letteratura Italiana nel Dipartimento di Italiano di Vassar College, Poughkeepsie NY. Dopo essersi laureata in Lettere moderne all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il dottorato di ricerca presso la New York University. Studiosa di Petrarca e di letteratura medievale, si interessa anche di autobiografia, di storia della lingua italiana e di traduzione letteraria. Roberta Antognini, professor of Italian language and literature in the Italian Department at Vassar College in the state of New York.

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