Il Piemonte risorgimentale nel periodo preunitario

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Descrizione

Gli anni che vanno dal 1821 al 1848 furono molto intensi per la società piemontese. Pochi anni dopo il Congresso di Vienna infatti esplosero a Torino dei moti, duramente repressi da Carlo Felice re di Sardegna, il quale esautorò il nipote Carlo Alberto, reo di aver prestato ascolto ai rivoltosi e di averne sostenuto la richiesta di una Costituzione. In seguito, una volta salito al trono, Carlo Alberto adottò un prudente atteggiamento legittimista, e solo alla fine del suo regno promulgò lo Statuto albertino.
Furono anni caratterizzati, da un punto di vista socio-politico, da diverse associazioni segrete di forte ispirazione buonarrotiana, dall’attività cospirativa di Mazzini, dall’afflusso dei primi esuli e dalla fondazione di alcuni giornali, come le «Letture popolari» di tendenze democratiche ma che mal si sposavano con le teorie mazziniane. In questo clima piuttosto effervescente si innestò la riforma dell’università, con la riorganizzazione sia delle materie scientifiche sia di quelle umanistiche e l’istituzione di nuove cattedre di Storia e di Economia politica. Questi e altri aspetti della società piemontese sono stati esaminati da un gruppo di studiosi con l’intento di illustrare e di comprendere meglio come il Regno di Sardegna si sia preparato al 1848.

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Descrizione

Gli anni che vanno dal 1821 al 1848 furono molto intensi per la società piemontese. Pochi anni dopo il Congresso di Vienna infatti esplosero a Torino dei moti, duramente repressi da Carlo Felice re di Sardegna, il quale esautorò il nipote Carlo Alberto, reo di aver prestato ascolto ai rivoltosi e di averne sostenuto la richiesta di una Costituzione. In seguito, una volta salito al trono, Carlo Alberto adottò un prudente atteggiamento legittimista, e solo alla fine del suo regno promulgò lo Statuto albertino. Furono anni caratterizzati, da un punto di vista socio-politico, da diverse associazioni segrete di forte ispirazione buonarrotiana, dall’attività cospirativa di Mazzini, dall’afflusso dei primi esuli e dalla fondazione di alcuni giornali, come le «Letture popolari» di tendenze democratiche ma che mal si sposavano con le teorie mazziniane. In questo clima piuttosto effervescente si innestò la riforma dell’università, con la riorganizzazione sia delle materie scientifiche sia di quelle umanistiche e l’istituzione di nuove cattedre di Storia e di Economia politica. Questi e altri aspetti della società piemontese sono stati esaminati da un gruppo di studiosi con l’intento di illustrare e di comprendere meglio come il Regno di Sardegna si sia preparato al 1848.

Informazioni aggiuntive

Autore: EAN/ISB: 9788867283972
Editore: Viella Libreria Editrice Protezione: acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 221
Lingua: it Estratto: Leggi

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