Il papiro di Dongodi Luciano Canfora

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Descrizione

Questo libro racconta la storia di Goffredo Coppola, grecista e fascistissimo rettore dell’Università di Bologna, che finì i suoi giorni nell’aprile del 1945 fucilato a Dongo insieme agli altri gerarchi. Racconta la storia di una valente papirologa ebrea, Medea Norsa, che il razzismo del regime e i pregiudizi antifemminili dell’accademia lasciarono sempre ai margini, al più confinata al ruolo di devota allieva del suo insigne maestro Girolamo Vitelli. Racconta della damnatio memoriae del primo e della vittoria postuma della seconda. E di Alberto Graziani, rappresentante di una generazione più giovane di intellettuali che, con la guerra, aveva aperto gli occhi sul fittizio, strumentale rivoluzionarismo del fascismo e stava smettendo di considerarlo «l’ordine naturale delle cose». Il protagonista inanimato di queste vicende è un frammentario papiro riemerso dalle sabbie egiziane, che non può che attribuirsi alle Elleniche dello storico greco Teopompo di Chio. L’acquisizione di quel testo, nei primi anni Trenta del Novecento, fu opera della papirologa Norsa, della pubblicazione fu incaricato Coppola, che lo affidò al suo scolaro Graziani.
A questo raro e controverso documento, prima scomparso, poi fortunosamente scampato alle tempeste della guerra e infine edito nel 1948, spetterà riannodare i fili di questa narrazione, la cui cornice è il fascismo nella sua parabola – dall’apice a metà degli anni Trenta alla catastrofe. Poche volte un testo antico è stato così strettamente legato alle vicende dei suoi scopritori e indagatori. Così, un documento del IV secolo a.C. diventa il testimone muto di una storia degli intellettuali durante il fascismo, tra il servile conformismo di molti, l’aberrante fanatismo di alcuni e la purezza inquieta di una minoranza, e sul suo destino nell’immediato dopoguerra, in cui domineranno grigiore e opportunistica continuità. Una storia, forse, esemplare.

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Descrizione

Questo libro racconta la storia di Goffredo Coppola, grecista e fascistissimo rettore dell’Università di Bologna, che finì i suoi giorni nell’aprile del 1945 fucilato a Dongo insieme agli altri gerarchi. Racconta la storia di una valente papirologa ebrea, Medea Norsa, che il razzismo del regime e i pregiudizi antifemminili dell’accademia lasciarono sempre ai margini, al più confinata al ruolo di devota allieva del suo insigne maestro Girolamo Vitelli. Racconta della damnatio memoriae del primo e della vittoria postuma della seconda. E di Alberto Graziani, rappresentante di una generazione più giovane di intellettuali che, con la guerra, aveva aperto gli occhi sul fittizio, strumentale rivoluzionarismo del fascismo e stava smettendo di considerarlo «l’ordine naturale delle cose». Il protagonista inanimato di queste vicende è un frammentario papiro riemerso dalle sabbie egiziane, che non può che attribuirsi alle Elleniche dello storico greco Teopompo di Chio. L’acquisizione di quel testo, nei primi anni Trenta del Novecento, fu opera della papirologa Norsa, della pubblicazione fu incaricato Coppola, che lo affidò al suo scolaro Graziani. A questo raro e controverso documento, prima scomparso, poi fortunosamente scampato alle tempeste della guerra e infine edito nel 1948, spetterà riannodare i fili di questa narrazione, la cui cornice è il fascismo nella sua parabola – dall’apice a metà degli anni Trenta alla catastrofe. Poche volte un testo antico è stato così strettamente legato alle vicende dei suoi scopritori e indagatori. Così, un documento del IV secolo a.C. diventa il testimone muto di una storia degli intellettuali durante il fascismo, tra il servile conformismo di molti, l’aberrante fanatismo di alcuni e la purezza inquieta di una minoranza, e sul suo destino nell’immediato dopoguerra, in cui domineranno grigiore e opportunistica continuità. Una storia, forse, esemplare.

Informazioni aggiuntive

Autore: Luciano Canfora EAN/ISB: 9791222501437
Editore: Fuoriscena Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Luciano Canfora
LUCIANO CANFORA è professore emerito dell’Università di Bari. Storico e filologo di fama internazionale, è autore di numerosissime pubblicazioni, molte delle quali più volte ristampate e tradotte nelle principali lingue: la più recente è La grande guerra del Peloponneso (Laterza 2024). Ha diretto i «Quaderni di storia» e collabora con il «Corriere della Sera» dal 1992.

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