Il morire e l’appartenere alla mortedi Franco Di Giorgi

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Sin dal momento della nascita il nostro disagio esistenziale sorge quando intuiamo di essere un processo in attesa della fine, quando avvertiamo che il nostro vivere coincide con il morire, quando prendiamo coscienza che la nostra ex-sistenza consiste nel continuum esser-non essere e, soprattutto, quando scopriamo che, all’interno della nostra tendenza a vivere, permane segretamente una controtendenza che aspira al morire, cioè a riportare il nostro essere organico all’inorganico, a una dimensione utopocronica che nulla sa del tempo e dell’attesa. Ciò significa che con il nostro nascere noi confermiamo la nostra appartenenza alla morte. Da allora in poi anche la gioia più intensa di essere in vita, di sentirsi vivere, come quella vissuta nell’amore, anzi specialmente la gioia dell’amore, si vivrà come una delle forme più alte e più profonde di accettazione e di rassegnazione a quella appartenenza. E ciò al punto che – ecco l’aspetto fondamentale –, nella costitutiva incertezza che il vivere comporta, quel senso rassegnato di appartenenza alla morte rappresenta l’unica certezza.

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Sin dal momento della nascita il nostro disagio esistenziale sorge quando intuiamo di essere un processo in attesa della fine, quando avvertiamo che il nostro vivere coincide con il morire, quando prendiamo coscienza che la nostra ex-sistenza consiste nel continuum esser-non essere e, soprattutto, quando scopriamo che, all’interno della nostra tendenza a vivere, permane segretamente una controtendenza che aspira al morire, cioè a riportare il nostro essere organico all’inorganico, a una dimensione utopocronica che nulla sa del tempo e dell’attesa. Ciò significa che con il nostro nascere noi confermiamo la nostra appartenenza alla morte. Da allora in poi anche la gioia più intensa di essere in vita, di sentirsi vivere, come quella vissuta nell’amore, anzi specialmente la gioia dell’amore, si vivrà come una delle forme più alte e più profonde di accettazione e di rassegnazione a quella appartenenza. E ciò al punto che – ecco l’aspetto fondamentale –, nella costitutiva incertezza che il vivere comporta, quel senso rassegnato di appartenenza alla morte rappresenta l’unica certezza.

Informazioni aggiuntive

Autore: Franco Di Giorgi EAN/ISB:
Editore: Mimesis Edizioni Protezione: watermark |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 380
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Franco Di Giorgi
Franco Di Giorgi (1954) si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Torino con una tesi sull’estetica di J.-F. Lyotard e per più di vent’anni ha insegnato storia e filosofia al liceo scientifico “A. Gramsci” di Ivrea. La sua riflessione si pone alla ricerca di interferenze tra filosofia, memorialistica, esegesi biblica (Giobbe, Paolo, Tommaso) ed estetica letteraria, artistica e musicale (Tolstoj, Flaubert, Rilke, Proust, Ibsen, Michelangelo, Pergolesi, Vivaldi, Beethoven, Rachmaninov, Mahler).

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