Il ministro della mala vitadi Gaetano Salvemini

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Descrizione

Pubblicato per la prima volta nel 1910, Il ministro della mala vita è un testo chiave per la comprensione della realtà politica meridionale e in generale italiana del Novecento. Riedito nel 1919, quando la posta in gioco non è più il suffragio universale ma la democrazia come sistema di regole, il pamphlet ha sempre per obiettivo il giolittismo, ovvero un modo di gestire i rapporti tra la politica e la società basato sulla esclusione e sulla imposizione dall’alto. Per questo anche nel secondo dopoguerra, di fronte alla rivalutazione di Giolitti avanzata da più parti, Gaetano Salvemini continuò a pensare al «ministro della mala vita», di cui aveva denunciato i metodi più che disinvolti messi in opera nel collegio di Gioia del Colle nel lontano 1909, metodi che aveva poi potuto sperimentare sulla propria pelle come candidato della Federazione dei contadini a Molfetta e a Bitonto nel 1913, dopo la concessione del suffragio universale. Dietro la puntuale denuncia delle gesta dei «mazzieri» giolittiani, sta quella di una concezione cinica e prepotente della politica che non ha perso la sua attualità.
Questa edizione presenta insieme tutti i materiali pubblicati da Salvemini ed è arricchita da una nuova prefazione di Sergio Bucchi che ne ricostruisce, a distanza di vent’anni dalla prima edizione completa, il lascito intellettuale.

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Descrizione

Pubblicato per la prima volta nel 1910, Il ministro della mala vita è un testo chiave per la comprensione della realtà politica meridionale e in generale italiana del Novecento. Riedito nel 1919, quando la posta in gioco non è più il suffragio universale ma la democrazia come sistema di regole, il pamphlet ha sempre per obiettivo il giolittismo, ovvero un modo di gestire i rapporti tra la politica e la società basato sulla esclusione e sulla imposizione dall’alto. Per questo anche nel secondo dopoguerra, di fronte alla rivalutazione di Giolitti avanzata da più parti, Gaetano Salvemini continuò a pensare al «ministro della mala vita», di cui aveva denunciato i metodi più che disinvolti messi in opera nel collegio di Gioia del Colle nel lontano 1909, metodi che aveva poi potuto sperimentare sulla propria pelle come candidato della Federazione dei contadini a Molfetta e a Bitonto nel 1913, dopo la concessione del suffragio universale. Dietro la puntuale denuncia delle gesta dei «mazzieri» giolittiani, sta quella di una concezione cinica e prepotente della politica che non ha perso la sua attualità.
Questa edizione presenta insieme tutti i materiali pubblicati da Salvemini ed è arricchita da una nuova prefazione di Sergio Bucchi che ne ricostruisce, a distanza di vent’anni dalla prima edizione completa, il lascito intellettuale.

Informazioni aggiuntive

Autore: Gaetano Salvemini EAN/ISB: 9788833932439
Editore: Bollati Boringhieri Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 272
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Gaetano Salvemini
Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico, combatté il giolittismo con il settimanale «L’Unità» (dal 1911) e il fascismo con il clandestino «Non Mollare» (1925). Arrestato e processato, riuscì a espatriare prima in Francia, poi, dal 1933, negli Stati Uniti, dove insegnò fino al ritorno in Italia nel 1949. Fu tra i fondatori di Giustizia e Libertà. Presso Bollati Boringhieri sono apparsi: Il ministro della mala vita. Notizie e documenti sulle elezioni giolittiane nell’Italia meridionale (a cura di Sergio Bucchi, 2000, n. ed. 2021), Dai ricordi di un fuoruscito 1922-1933 (a cura di Mimmo Franzinelli, 2002, n. ed. 2021), Sulla democrazia (a cura di Sergio Bucchi, 2007) e La rivoluzione del ricco (a cura di Francesco Torchiani, 2020).

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