Il Consiglio regionale della Puglia

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    Questa storia del Consiglio Regionale Pugliese vede la luce dopo oltre due anni di intenso lavoro di indagine documentale. I contributi raccolti in questo volume si caratterizzano per l’impegno dei giovani ricercatori della Fondazione Gramsci di Puglia, in direzione di un approfondimento dell’attività e delle caratteristiche delle rappresentanze politiche nel Consiglio Regionale sulla base dello spoglio delle fonti archivistiche digitalizzate prodotte dall’Istituto e delle fonti a stampa. La ricostruzione del dibattito in seno al Consiglio regionale e della sua concreta attività legislativa copre i decenni compresi fra il 1970 e il 2001. La riforma del titolo V della Costituzione, entrata in vigore l’8 novembre 2001, ha introdotto modifiche significative nelle relazioni tra lo Stato e gli Enti Locali, tali da conferire a quella data un connotato fortemente periodizzante nella storia politica e amministrativa del Paese. Senza entrare nel merito delle interpretazioni della legge, oggetto di interventi e discussioni fra studiosi del diritto costituzionale e uomini politici, è importante rilevare come l’assunzione del principio di sussidiarietà abbia invertito il precedente riparto delle competenze legislative fra Stato ed Enti Locali. Nel caso specifico della vita politica e amministrativa dell’Ente Regione, la elencazione puntuale delle materie di competenza del potere legislativo dello Stato affida di conseguenza, alla Regione tutte le altre competenze legislative “residuali”, non espressamente indicate. I trent’anni di lavoro del Consiglio a partire dalla sua nascita nel 1970 offrono, pertanto, un quadro per così dire compatto e unitario, i lettori ne daranno poi la propria valutazione, di vita politica regionale, fortemente interrelato con i caratteri di un assetto istituzionale del Paese, che si mantiene stabile ben oltre il tramonto della cosiddetta Prima Repubblica nei primi anni Novanta e hanno legittimato la scelta di periodizzazione della ricerca. Il risultato della ricerca si propone come uno dei pochi prodotti di storia di un istituto regionale tra la Prima e la Seconda Repubblica. È, infine, dovere sottolineare, anche, come questo volume sia il risultato del lavoro intenso di giovani dottori di ricerca, dottorandi e laureati magistrali, che, in un rapporto di lavoro precario, hanno dato vita a un gruppo affiatato di ricerca, caratterizzato da grande impegno e altrettanta passione.

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    Questa storia del Consiglio Regionale Pugliese vede la luce dopo oltre due anni di intenso lavoro di indagine documentale. I contributi raccolti in questo volume si caratterizzano per l’impegno dei giovani ricercatori della Fondazione Gramsci di Puglia, in direzione di un approfondimento dell’attività e delle caratteristiche delle rappresentanze politiche nel Consiglio Regionale sulla base dello spoglio delle fonti archivistiche digitalizzate prodotte dall’Istituto e delle fonti a stampa. La ricostruzione del dibattito in seno al Consiglio regionale e della sua concreta attività legislativa copre i decenni compresi fra il 1970 e il 2001. La riforma del titolo V della Costituzione, entrata in vigore l’8 novembre 2001, ha introdotto modifiche significative nelle relazioni tra lo Stato e gli Enti Locali, tali da conferire a quella data un connotato fortemente periodizzante nella storia politica e amministrativa del Paese. Senza entrare nel merito delle interpretazioni della legge, oggetto di interventi e discussioni fra studiosi del diritto costituzionale e uomini politici, è importante rilevare come l’assunzione del principio di sussidiarietà abbia invertito il precedente riparto delle competenze legislative fra Stato ed Enti Locali. Nel caso specifico della vita politica e amministrativa dell’Ente Regione, la elencazione puntuale delle materie di competenza del potere legislativo dello Stato affida di conseguenza, alla Regione tutte le altre competenze legislative “residuali”, non espressamente indicate. I trent’anni di lavoro del Consiglio a partire dalla sua nascita nel 1970 offrono, pertanto, un quadro per così dire compatto e unitario, i lettori ne daranno poi la propria valutazione, di vita politica regionale, fortemente interrelato con i caratteri di un assetto istituzionale del Paese, che si mantiene stabile ben oltre il tramonto della cosiddetta Prima Repubblica nei primi anni Novanta e hanno legittimato la scelta di periodizzazione della ricerca. Il risultato della ricerca si propone come uno dei pochi prodotti di storia di un istituto regionale tra la Prima e la Seconda Repubblica. È, infine, dovere sottolineare, anche, come questo volume sia il risultato del lavoro intenso di giovani dottori di ricerca, dottorandi e laureati magistrali, che, in un rapporto di lavoro precario, hanno dato vita a un gruppo affiatato di ricerca, caratterizzato da grande impegno e altrettanta passione.

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    Autore: EAN/ISB:
    Editore: Protezione: watermark |
    Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
    Lingua: Estratto:

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