I pranzi dei santidi Veit Rosenberger

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Pratiche alimentari e ascesi nel monachesimo tardoantico

Descrizione

La pratica del digiuno e le scelte alimentari rivestono un’importanza fondamentale per la storia del movimento monastico nella tarda antichità, nonostante la carenza delle fonti materiali e il fatto che cibo e bevande possiedono un significato simbolico non univoco, bensì continuamente rimodulato, anche all’interno di uno stesso contesto culturale e religioso.

In merito alla pratica ascetica del digiuno l’autore prende in esame due esempi. Il primo riguarda Paolo il Semplice, che per essere accolto come monaco da Antonio viene sottoposto a diverse prove, in cui il cibo e l’acqua svolgono un ruolo centrale. Il secondo è un passo delle Confessioni in cui Agostino afferma di lottare «ogni giorno contro la concupiscenza del cibo e della bevanda» perché, a differenza dei «piaceri venerei», la gola è più difficile da tenere a freno. Dai due casi emerge che la sfida più importante degli asceti non consisteva nel reprimere il desiderio sessuale, come invece sostiene lo storico Peter Brown, ma nel controllare la fame e la sete. La categoria moderna di sessualità, dunque, sarebbe poco adatta per comprendere il fenomeno tardoantico dell’ascetismo.

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Descrizione

La pratica del digiuno e le scelte alimentari rivestono un’importanza fondamentale per la storia del movimento monastico nella tarda antichità, nonostante la carenza delle fonti materiali e il fatto che cibo e bevande possiedono un significato simbolico non univoco, bensì continuamente rimodulato, anche all’interno di uno stesso contesto culturale e religioso. In merito alla pratica ascetica del digiuno l'autore prende in esame due esempi. Il primo riguarda Paolo il Semplice, che per essere accolto come monaco da Antonio viene sottoposto a diverse prove, in cui il cibo e l’acqua svolgono un ruolo centrale. Il secondo è un passo delle Confessioni in cui Agostino afferma di lottare «ogni giorno contro la concupiscenza del cibo e della bevanda» perché, a differenza dei «piaceri venerei», la gola è più difficile da tenere a freno. Dai due casi emerge che la sfida più importante degli asceti non consisteva nel reprimere il desiderio sessuale, come invece sostiene lo storico Peter Brown, ma nel controllare la fame e la sete. La categoria moderna di sessualità, dunque, sarebbe poco adatta per comprendere il fenomeno tardoantico dell’ascetismo.

Informazioni aggiuntive

Autore: Veit Rosenberger EAN/ISB: 9788810558737
Editore: EDB - Edizioni Dehoniane Bologna Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 78
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Veit Rosenberger
Veit Rosenberger è professore di Storia antica all’Università di Erfurt e Visiting professor all’Università di Atlanta. Esperto di storia religiosa nel mondo antico e tardoantico, ha dedicato particolare attenzione alla funzione degli oracoli e della profezia nella cultura greca-romana e alla nascita e allo sviluppo del monachesimo. Ha pubblicato di recente Religion in der Antike (Wissenschaftliche Buchgesellschaft 2012).

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