Fuga dal carceredi Gianfranco De Bosio

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1944 La liberazione di Giovanni Roveda

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Descrizione

Nel 1944 Verona è allo stremo delle forze: sfigurata dai bombardamenti e occupata dai tedeschi, dopo la liberazione di Mussolini per mano dei nazisti è diventata una delle capitali della Repubblica Sociale Italiana.
Vi è però un’altra Verona, nascosta agli occhi dei più, in cui si muovono, con cautela, coloro che, animati da spirito di libertà e patriottismo, tentano di opporsi al violento potere dei suoi occupanti. È in questo clima che avviene uno degli episodi più noti e celebrati della storia della Resistenza veronese: l’evasione dal carcere degli Scalzi di Giovanni Roveda, figura centrale del sindacalismo italiano e bandiera dell’antifascismo.
Testimone diretto della rocambolesca fuga di Giovanni Roveda, Gianfranco De Bosio rievoca, in questo libro lucido e appassionato, non solo l’azione di salvataggio condotta dai sei intrepidi gappisti che il 17 luglio 1944 entrarono nel carcere scaligero, prelevarono Roveda ed ebbero un duro e sanguinoso scontro armato con le guardie carcerarie. Ma anche i mesi precedenti all’evasione, quando, appena ventenne, venne inviato a Verona dal Partito d’Azione veneto con l’incarico di ricostituire il Comitato di liberazione veronese, i cui membri erano stati arrestati e inviati nei campi di concentramento.
Mostrando cosa significa servire il proprio Paese e lottare fino all’estremo sacrificio, se necessario, per l’affermazione dei principi di democrazia e libertà, Gianfranco de Bosio ha scritto un libro imprescindibile nella difesa della memoria della Resistenza e di chi, in un’Italia piegata dal fascismo, combatté per la libertà.

«Verona, per l’azione del Cln e l’impresa eroica degli Scalzi, meritò la medaglia d’oro della Resistenza. Questo esempio di eroismo e coraggio è motivo di orgoglio e va trasmesso ai giovani». L’Arena

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Nel 1944 Verona è allo stremo delle forze: sfigurata dai bombardamenti e occupata dai tedeschi, dopo la liberazione di Mussolini per mano dei nazisti è diventata una delle capitali della Repubblica Sociale Italiana. Vi è però un’altra Verona, nascosta agli occhi dei più, in cui si muovono, con cautela, coloro che, animati da spirito di libertà e patriottismo, tentano di opporsi al violento potere dei suoi occupanti. È in questo clima che avviene uno degli episodi più noti e celebrati della storia della Resistenza veronese: l’evasione dal carcere degli Scalzi di Giovanni Roveda, figura centrale del sindacalismo italiano e bandiera dell’antifascismo. Testimone diretto della rocambolesca fuga di Giovanni Roveda, Gianfranco De Bosio rievoca, in questo libro lucido e appassionato, non solo l’azione di salvataggio condotta dai sei intrepidi gappisti che il 17 luglio 1944 entrarono nel carcere scaligero, prelevarono Roveda ed ebbero un duro e sanguinoso scontro armato con le guardie carcerarie. Ma anche i mesi precedenti all’evasione, quando, appena ventenne, venne inviato a Verona dal Partito d’Azione veneto con l’incarico di ricostituire il Comitato di liberazione veronese, i cui membri erano stati arrestati e inviati nei campi di concentramento. Mostrando cosa significa servire il proprio Paese e lottare fino all’estremo sacrificio, se necessario, per l’affermazione dei principi di democrazia e libertà, Gianfranco de Bosio ha scritto un libro imprescindibile nella difesa della memoria della Resistenza e di chi, in un’Italia piegata dal fascismo, combatté per la libertà. «Verona, per l’azione del Cln e l’impresa eroica degli Scalzi, meritò la medaglia d’oro della Resistenza. Questo esempio di eroismo e coraggio è motivo di orgoglio e va trasmesso ai giovani». L’Arena

Informazioni aggiuntive

Autore: Gianfranco De Bosio EAN/ISB: 9788854519732
Editore: Neri Pozza Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 120
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Gianfranco De Bosio
Gianfranco de Bosio è un regista, sceneggiatore e docente universitario italiano, nato a Verona nel 1924. È stato un esponente di spicco durante la lotta al nazifascismo e membro del Cln provinciale. Finita la guerra, ha dato vita al Teatro dell’Università di Padova. Dal 1957 al 1968 ha diretto il Teatro Stabile di Torino. È stato sovrintendente dell’Ente lirico Arena di Verona per ben due volte. Dal 1998 insegna recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e alla Opera Academy di Verona. Nel 2103 ha pubblicato il saggio Aida 1913- 2013. Storia e immagini dell’Aida più vista al mondo (Il Saggiatore). Attualmente vive a Milano, con la moglie, Marta Egri.

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