Franco Pontidi Franco Ponti

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Descrizione

È questa la prima monografia dedicata all’opera dell’architetto Franco Ponti, il cui lavoro ha costituito, nella sua radicale concezione organica, un’importante e qualificata posizione all’interno dell’architettura del Cantone Ticino nei primi decenni del dopoguerra. Vengono illustrati e commentati i progetti e gli edifici realizzati tra il 1948, data dell’inizio della sua attività, e il 1984, anno della sua morte.
I disegni di progetto, gli schizzi, le fotografie, i dati biografici che sono alla base di questa monografia provengono dai documenti del fondo Franco Ponti che la Fondazione Archivi Architetti Ticinesi ha raccolto e catalogato, e sono pubblicati in occasione della mostra che si è tenuta nell’ex convento delle Agostiniane a Monte Casasso dal 3 luglio al 23 agosto 1998. I testi che accompagnano le immagini vogliono da un lato testimoniare la personalità e l’umanità di Franco Ponti e d’altro lato analizzare e commentare il suo lavoro progettuale collocandolo nel contesto storico e geografico in cui egli ha operato.

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Descrizione

È questa la prima monografia dedicata all'opera dell'architetto Franco Ponti, il cui lavoro ha costituito, nella sua radicale concezione organica, un'importante e qualificata posizione all'interno dell'architettura del Cantone Ticino nei primi decenni del dopoguerra. Vengono illustrati e commentati i progetti e gli edifici realizzati tra il 1948, data dell'inizio della sua attività, e il 1984, anno della sua morte. I disegni di progetto, gli schizzi, le fotografie, i dati biografici che sono alla base di questa monografia provengono dai documenti del fondo Franco Ponti che la Fondazione Archivi Architetti Ticinesi ha raccolto e catalogato, e sono pubblicati in occasione della mostra che si è tenuta nell'ex convento delle Agostiniane a Monte Casasso dal 3 luglio al 23 agosto 1998. I testi che accompagnano le immagini vogliono da un lato testimoniare la personalità e l'umanità di Franco Ponti e d'altro lato analizzare e commentare il suo lavoro progettuale collocandolo nel contesto storico e geografico in cui egli ha operato.

Informazioni aggiuntive

Autore: Franco Ponti EAN/ISB:
Editore: Edizioni Casagrande Protezione: watermark |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 129
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Franco Ponti
Franco Ponti nasce il 21 febbraio 1921 da Santino e Maddalena Ponti nata Deon. Frequenta le scuole elementari e il Ginnasio a Bellinzona e in seguito il Collegio Papio ad Ascona, dove ottiene la Maturità federale. Terminati gli studi nel Ticino si iscrive alla Facoltà di ingegneria meccanica del Politecnico Federale di Zurigo. Ma la sua vocazione è un'altra: dopo due semestri si iscrive alla Facoltà di architettura, che abbandona però dopo sei semestri. Ma interrompere gli studi non significa abbandonare l'architettura: nel 1948 apre uno studio a Bellinzona con Peppo Brivio. Durante questa collaborazione, che dura fino al 1950, realizza le case d'appartamento a Ravecchia e la casa del fratello Armando a Bellinzona. Dal 1950 al 1953 lavora in proprio. In seguito si trasferisce prima a Milano, poi ad Ascona e infine a Sion, dove per sei mesi collabora presso l'architetto Tronchet. Nel 1955 ritorna nel Ticino e apre uno studio a Lugano. Realizza negli anni immediatamente successivi alcune opere di grande interesse, tra cui in particolare casa Spoerl a Breganzona, casa Boni a Massagno, casa Graf a Vezia, casa Tognola a Biasca e il Quartiere San Michele a Caslano. Un lavoro quest'ultimo che lo occupa per molti anni, dal 1961 con i primi progetti al 1972 con le ultime realizzazioni. Nel 1969 si associa con l'architetto Milo Navone. Tra le opere nate dalla loro collaborazione citiamo casa Tognola a Grono, casa Tettamanti a Castagnola, casa Bolla a Castro, casa Boillat a Vezia, casa Masoni ad Arogno, casa Marchi a Porza, casa Cattaneo ad Aldesago, casa Maurino a Biasca. La collaborazione con Milo Navone dura fino al 1979. Negli ultimi anni realizza ancora alcune ville, come casa Silvagni a Pregassona, casa Scerri ad Arbedo, casa Piattini a Cureggia. Nel 1978 è nominato membro della FAS, Federazione Architetti Svizzeri. Muore a Lugano il 24 ottobre 1984.

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