Europa è patriadi Emma Bonino

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L’Europa non è un’idea da celebrare. È una costruzione politica da completare. E il tempo per farlo rischia di finire. La guerra è tornata nel continente, l’ordine liberale vacilla assieme alle democrazie e si impongono problemi vasti quanto il mondo, dalle migrazioni alle possibili derive dell’intelligenza artificiale. Non possiamo sopravvivere in un contesto di grandi potenze restando un semplice collage di 27 Stati, 27 veti, 27 interessi particolari: la sovranità nazionale che molti promettono di riconquistare è un’illusione, quando tutte le questioni cruciali sfuggono al potere dei singoli governi. È il momento di un cambio di passo e per compierlo dobbiamo innanzitutto guardare senza indulgenza a ciò che abbiamo fatto e a ciò che non abbiamo fatto, in ottant’anni di occasioni colte a metà o perdute del tutto. Perciò questo libro non è un esercizio di nostalgia europeista, né un esercizio di retorica. È il frutto di una vita politica, di una lunga esperienza personale nelle istituzioni internazionali, nei luoghi in cui le crisi smettono di essere astrazioni e diventano decisioni da prendere, responsabilità da assumere, errori da riconoscere.
Partendo dalla visione potente di Ventotene per arrivare alle nuove minacce globali, Emma Bonino ci ricorda che abbiamo costruito il mercato comune, ma non ancora una federazione vera, dotata di reali poteri in materia di politica estera, difesa, sicurezza, immigrazione. La sua voce chiara e appassionata ci mette in guardia: sulla strada dell’integrazione europea bisogna correre, non trascinare i piedi. Perché nel mondo che sta arrivando, l’alternativa è un’irrilevanza che conduce al declino.

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L’Europa non è un’idea da celebrare. È una costruzione politica da completare. E il tempo per farlo rischia di finire. La guerra è tornata nel continente, l’ordine liberale vacilla assieme alle democrazie e si impongono problemi vasti quanto il mondo, dalle migrazioni alle possibili derive dell’intelligenza artificiale. Non possiamo sopravvivere in un contesto di grandi potenze restando un semplice collage di 27 Stati, 27 veti, 27 interessi particolari: la sovranità nazionale che molti promettono di riconquistare è un’illusione, quando tutte le questioni cruciali sfuggono al potere dei singoli governi. È il momento di un cambio di passo e per compierlo dobbiamo innanzitutto guardare senza indulgenza a ciò che abbiamo fatto e a ciò che non abbiamo fatto, in ottant’anni di occasioni colte a metà o perdute del tutto. Perciò questo libro non è un esercizio di nostalgia europeista, né un esercizio di retorica. È il frutto di una vita politica, di una lunga esperienza personale nelle istituzioni internazionali, nei luoghi in cui le crisi smettono di essere astrazioni e diventano decisioni da prendere, responsabilità da assumere, errori da riconoscere. Partendo dalla visione potente di Ventotene per arrivare alle nuove minacce globali, Emma Bonino ci ricorda che abbiamo costruito il mercato comune, ma non ancora una federazione vera, dotata di reali poteri in materia di politica estera, difesa, sicurezza, immigrazione. La sua voce chiara e appassionata ci mette in guardia: sulla strada dell’integrazione europea bisogna correre, non trascinare i piedi. Perché nel mondo che sta arrivando, l’alternativa è un’irrilevanza che conduce al declino.

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Autore: Emma Bonino EAN/ISB: 9788828220282
Editore: Solferino Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Emma Bonino
L’Europa non è un’idea da celebrare. È una costruzione politica da completare. E il tempo per farlo rischia di finire. La guerra è tornata nel continente, l’ordine liberale vacilla assieme alle democrazie e si impongono problemi vasti quanto il mondo, dalle migrazioni alle possibili derive dell’intelligenza artificiale. Non possiamo sopravvivere in un contesto di grandi potenze restando un semplice collage di 27 Stati, 27 veti, 27 interessi particolari: la sovranità nazionale che molti promettono di riconquistare è un’illusione, quando tutte le questioni cruciali sfuggono al potere dei singoli governi. È il momento di un cambio di passo e per compierlo dobbiamo innanzitutto guardare senza indulgenza a ciò che abbiamo fatto e a ciò che non abbiamo fatto, in ottant’anni di occasioni colte a metà o perdute del tutto. Perciò questo libro non è un esercizio di nostalgia europeista, né un esercizio di retorica. È il frutto di una vita politica, di una lunga esperienza personale nelle istituzioni internazionali, nei luoghi in cui le crisi smettono di essere astrazioni e diventano decisioni da prendere, responsabilità da assumere, errori da riconoscere. Partendo dalla visione potente di Ventotene per arrivare alle nuove minacce globali, Emma Bonino ci ricorda che abbiamo costruito il mercato comune, ma non ancora una federazione vera, dotata di reali poteri in materia di politica estera, difesa, sicurezza, immigrazione. La sua voce chiara e appassionata ci mette in guardia: sulla strada dell’integrazione europea bisogna correre, non trascinare i piedi. Perché nel mondo che sta arrivando, l’alternativa è un’irrilevanza che conduce al declino.

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