Eccidio di un ministro delle finanze. Milano 1814di Antonino De Francesco

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Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato per evitare che Eugenio di Beauharnais, figlio adottivo di Bonaparte, venga designato come sovrano. Gli insorti obbligano l’assemblea a sciogliersi e distruggono tutto quanto trovano. Poi raggiungono piazza San Fedele, a due passi dalla Scala, dov’è la casa dell’odiato ministro delle finanze Giuseppe Prina, che non riesce a fuggire e per tutto il giorno resta in balìa delle violenze senza che nessuno si opponga al linciaggio. Morirà a tarda serata e il cadavere mutilato verrà trascinato per le strade, tenuto per una corda, a dimostrazione del castigo che spetta a chi affama il popolo. La città sembra in preda al delirio. Solo l’indomani, quando la folla tenterà l’assalto al Palazzo Reale, il generale Pino si deciderà a sciogliere gli assembramenti. L’episodio apre una nuova stagione politica: viene istituita una Reggenza provvisoria, che tenta di assicurare l’indipendenza del Regno d’Italia facendo appello ai vincitori di Napoleone. È una scelta disastrosa, perché i reparti austriaci approfittano del vuoto di potere per raggiungere Milano: nel volgere di qualche settimana, tutta la Lombardia, che aveva sognato l’indipendenza, torna a essere un dominio degli Asburgo. Il libro ripercorre quelle vicende attraverso una lettura disincantata dei singoli momenti che vanno dalla drammatica ritirata di Russia di fine 1812 sino all’ingresso delle truppe austriache nella primavera del 1814. Al centro sono l’assalto al Palazzo del Senato e l’eccidio del Prina, ricostruiti su documenti inediti che offrono una lettura molto diversa della partecipazione popolare a quella tragedia.
La sua fu una fine tanto terribile quanto dileggiata, sicché, come ebbe a scrivere un informatore degli austriaci, i suoi ultimi istanti di vita lo facevano somigliare a «un passero, tirato per una zampa e consegnato ai bambini».

20 aprile 1814: per le strade di Milano si assiste a uno degli eventi più cruenti nella storia d’Italia, che ispira a Manzoni l’assalto ai forni dei Promessi sposi. Rapporti di polizia, testimonianze di agenti segreti austriaci e di privati cittadini, incartamenti riservati dei consoli di Francia, Svizzera e Sardegna – molti inediti – consentono un’originale rilettura critica del linciaggio del ministro Prina.

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Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato per evitare che Eugenio di Beauharnais, figlio adottivo di Bonaparte, venga designato come sovrano. Gli insorti obbligano l’assemblea a sciogliersi e distruggono tutto quanto trovano. Poi raggiungono piazza San Fedele, a due passi dalla Scala, dov’è la casa dell’odiato ministro delle finanze Giuseppe Prina, che non riesce a fuggire e per tutto il giorno resta in balìa delle violenze senza che nessuno si opponga al linciaggio. Morirà a tarda serata e il cadavere mutilato verrà trascinato per le strade, tenuto per una corda, a dimostrazione del castigo che spetta a chi affama il popolo. La città sembra in preda al delirio. Solo l’indomani, quando la folla tenterà l’assalto al Palazzo Reale, il generale Pino si deciderà a sciogliere gli assembramenti. L’episodio apre una nuova stagione politica: viene istituita una Reggenza provvisoria, che tenta di assicurare l’indipendenza del Regno d’Italia facendo appello ai vincitori di Napoleone. È una scelta disastrosa, perché i reparti austriaci approfittano del vuoto di potere per raggiungere Milano: nel volgere di qualche settimana, tutta la Lombardia, che aveva sognato l’indipendenza, torna a essere un dominio degli Asburgo. Il libro ripercorre quelle vicende attraverso una lettura disincantata dei singoli momenti che vanno dalla drammatica ritirata di Russia di fine 1812 sino all’ingresso delle truppe austriache nella primavera del 1814. Al centro sono l’assalto al Palazzo del Senato e l’eccidio del Prina, ricostruiti su documenti inediti che offrono una lettura molto diversa della partecipazione popolare a quella tragedia. La sua fu una fine tanto terribile quanto dileggiata, sicché, come ebbe a scrivere un informatore degli austriaci, i suoi ultimi istanti di vita lo facevano somigliare a «un passero, tirato per una zampa e consegnato ai bambini».
20 aprile 1814: per le strade di Milano si assiste a uno degli eventi più cruenti nella storia d’Italia, che ispira a Manzoni l’assalto ai forni dei Promessi sposi. Rapporti di polizia, testimonianze di agenti segreti austriaci e di privati cittadini, incartamenti riservati dei consoli di Francia, Svizzera e Sardegna – molti inediti – consentono un’originale rilettura critica del linciaggio del ministro Prina.

Informazioni aggiuntive

Autore: Antonino De Francesco EAN/ISB: 9788854531055
Editore: Neri Pozza Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Antonino De Francesco
Antonino De Francesco, già ordinario di Storia moderna, ha studiato a lungo l’età rivoluzionaria. Tra le sue pubblicazioni in questo ambito si ricordano L’Italia di Bonaparte (Utet 2011, tradotto in francese), The Antiquity of the Italian Nation (Oxford University Press 2013, presentato poi anche in lingua italiana), La guerre de deux cent ans. Une histoire des histoires de la Révolution française (Perrin 2018, con traduzioni in italiano, inglese e spagnolo), nonché Repubbliche atlantiche. Una storia globale delle pratiche rivoluzionarie, 1776-1804 (Raffaello Cortina Editore 2021, tradotto in spagnolo). Per Neri Pozza è apparso Il naufrago e il dominatore. Vita politica di Napoleone Bonaparte (2021).

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