Donne invisibilidi Fabio Montella

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Descrizione

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, decine di donne della Bassa modenese maturano la decisione di aderire alla lotta contro il nazifascismo, aiutando ebrei a fuggire dalla deportazione, nascondendo soldati alleati in fuga dai campi di concentramento fascisti, proteggendo militari del Regio Esercito sbandati.
È così che inizia il percorso attivo di “ribellione” al regime, che le porterà poi ad aderire alla Resistenza; un percorso che sarà anche un viaggio per liberarsi della concezione fascista di inferiorità e subordinazione della donna.
Almeno 250 donne, insieme a un numero imprecisato di fiancheggiatrici, si impegnano attivamente a fianco dei partigiani. Hanno età e istruzione diverse: sono adolescenti e nonne, braccianti e mondine, ma anche lavoratrici a mezzadria, figlie e sorelle di artigiani, maestre, ostetriche, studentesse, suore. Molte conoscono l’arresto, il carcere, le percosse, le torture. Sette cadono in combattimento, fucilate o uccise per rappresaglia.
La Resistenza al femminile assume una molteplicità di forme: procurare cibo, indumenti, medicine; curare i feriti; tenere i collegamenti tra i gruppi e con i comandi; trasportare e consegnare ordini, messaggi, armi, munizioni, esplosivi; partecipare ad azioni armate.
Si tratta di attività estremamente rischiose, fondamentali nella lotta clandestina, ma rimaste per troppo tempo ai margini del discorso pubblico e delle ricostruzioni storiche.

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Descrizione

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, decine di donne della Bassa modenese maturano la decisione di aderire alla lotta contro il nazifascismo, aiutando ebrei a fuggire dalla deportazione, nascondendo soldati alleati in fuga dai campi di concentramento fascisti, proteggendo militari del Regio Esercito sbandati.
È così che inizia il percorso attivo di "ribellione" al regime, che le porterà poi ad aderire alla Resistenza; un percorso che sarà anche un viaggio per liberarsi della concezione fascista di inferiorità e subordinazione della donna.
Almeno 250 donne, insieme a un numero imprecisato di fiancheggiatrici, si impegnano attivamente a fianco dei partigiani. Hanno età e istruzione diverse: sono adolescenti e nonne, braccianti e mondine, ma anche lavoratrici a mezzadria, figlie e sorelle di artigiani, maestre, ostetriche, studentesse, suore. Molte conoscono l’arresto, il carcere, le percosse, le torture. Sette cadono in combattimento, fucilate o uccise per rappresaglia.
La Resistenza al femminile assume una molteplicità di forme: procurare cibo, indumenti, medicine; curare i feriti; tenere i collegamenti tra i gruppi e con i comandi; trasportare e consegnare ordini, messaggi, armi, munizioni, esplosivi; partecipare ad azioni armate.
Si tratta di attività estremamente rischiose, fondamentali nella lotta clandestina, ma rimaste per troppo tempo ai margini del discorso pubblico e delle ricostruzioni storiche.

Informazioni aggiuntive

Autore: Fabio Montella EAN/ISB:
Editore: Bibliotheka Edizioni Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea:
Lingua: ita Estratto:

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Informazioni sull'autore

Fabio Montella

Ricercatore indipendente e giornalista professionista, collabora con l'Istituto Storico di Modena ed è assegnista di ricerca (Research Grant Klaus Voigt) all’Istituto Storico Germanico di Roma.
Fa parte del CdA della Fondazione Fossoli. Studioso della storia politica e sociale delle due guerre mondiali e del fascismo, gira l’Italia frequentando archivi, alla ricerca di nuove storie da narrare.
Per le sue ricerche ha ottenuto il Premio "Cesare Mozzarelli" a Mantova, il Premio Gen. De Cia ed altri riconoscimenti in Italia.

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