Divagazioni in margine al rapporto tra amministrati e amministratori – e-Bookdi Rolando Pini

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(da un rapporto di regole a un rapporto di affezione)

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Descrizione

L’apertura delle parti una all’altra non è mero adeguamento, ma occasione per effettuare delle correzioni e tendere a valori più alti e comuni; è continuo esercizio, dimostrarsi affidabili e non restare rigidi nella propria posizione; maturare continuamente, volgersi sempre più “verso” con coraggiosa capacità. È coinvolgimento, ma non irretimento dovuto a inclinazioni momentanee: è coscienza orientata alla dimensione sociale che non esonera da sincere autocritiche; è compito: trasformare la società in un ambiente di vita umanamente giusto e in una casa comune. Nel rapporto d’affezione, ogni parte è nel pensiero dell’altra e la accetta benevolmente, perché è traccia di se stessa, risultato e continuazione di se stessa. Così il rapporto è disteso, tocca dimensioni più profonde, e ogni parte prende coscienza davvero della sua vocazione, con dignità più alta. Nasce da qui la saggezza della misura e dei mezzi, che ordina tutto al fine, dopo che ogni parte ha messo ordine nel suo ruolo, coordinando tutte le sue energie e le sue capacità; non resta cioè sotto la sua dignità e non vive al di sotto del suo livello (quasi accettasse la situazione, senza prospettive, Camus). Può dirsi allora che l’affezione è sorgente di un dialogo che scorre tra le parti, sul presupposto dell’uguaglianza, della parità e della reciprocità nell’amicizia (di un mutuo scambio che stimola a superare i propri limiti e l’identità fondata sull’autosufficienza). Ogni parte accetta di essere messa in discussione (per essere autentica e non “immediata”), di non avere il carattere dell’inevitabilità; e proprio per questo si introduce nella verità delle connessioni sociali, senza pensieri storti. Nell’affezione, le parti non smettono di reinventarsi, ricostruirsi, ristudiarsi, reinterpretarsi; sono “contro” e “con”(Taguieff), si comprendono attraverso i commenti, e scoprono cosa c’è dietro gli imponenti edifici concettuali del pensiero postmoderno, fondamentalmente relativistico.

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L’apertura delle parti una all’altra non è mero adeguamento, ma occasione per effettuare delle correzioni e tendere a valori più alti e comuni; è continuo esercizio, dimostrarsi affidabili e non restare rigidi nella propria posizione; maturare continuamente, volgersi sempre più “verso” con coraggiosa capacità. È coinvolgimento, ma non irretimento dovuto a inclinazioni momentanee: è coscienza orientata alla dimensione sociale che non esonera da sincere autocritiche; è compito: trasformare la società in un ambiente di vita umanamente giusto e in una casa comune. Nel rapporto d’affezione, ogni parte è nel pensiero dell’altra e la accetta benevolmente, perché è traccia di se stessa, risultato e continuazione di se stessa. Così il rapporto è disteso, tocca dimensioni più profonde, e ogni parte prende coscienza davvero della sua vocazione, con dignità più alta. Nasce da qui la saggezza della misura e dei mezzi, che ordina tutto al fine, dopo che ogni parte ha messo ordine nel suo ruolo, coordinando tutte le sue energie e le sue capacità; non resta cioè sotto la sua dignità e non vive al di sotto del suo livello (quasi accettasse la situazione, senza prospettive, Camus). Può dirsi allora che l’affezione è sorgente di un dialogo che scorre tra le parti, sul presupposto dell’uguaglianza, della parità e della reciprocità nell’amicizia (di un mutuo scambio che stimola a superare i propri limiti e l’identità fondata sull’autosufficienza). Ogni parte accetta di essere messa in discussione (per essere autentica e non “immediata”), di non avere il carattere dell’inevitabilità; e proprio per questo si introduce nella verità delle connessioni sociali, senza pensieri storti. Nell’affezione, le parti non smettono di reinventarsi, ricostruirsi, ristudiarsi, reinterpretarsi; sono “contro” e “con”(Taguieff), si comprendono attraverso i commenti, e scoprono cosa c’è dietro gli imponenti edifici concettuali del pensiero postmoderno, fondamentalmente relativistico.

Informazioni aggiuntive

Autore: Rolando Pini EAN/ISB:
Editore: Giappichelli Editore Protezione: acs4 |
Formati disponibili: pdf Pagine versione cartacea: 0
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Rolando Pini
Professore ordinario nell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; insegna Diritto Pubblico e Diritto Amministrativo. In precedenza, è stato docente nell’Università Cà Foscari di Venezia. Ha pubblicato numerosi lavori scientifici. Tra quelli di carattere monografico, si ricordano: Le servitù militari; Sviluppi delle autonomie locali e realtà dello Stato; Procedure di programmazione e ordinamento regionale; Il denaro pubblico; Persona comunità istituzioni; Il lavoro oltre le regole; L’amministrazione pubblica tra derive e approdi; Diritto Pubblico e identità europea; Amministrazione pubblica e comunità; Un’amministrazione pubblica a nord del futuro.

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