Devota sobrietàdi Giovanni Pozzi

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L’identità cappuccina e i suoi simboli

Descrizione

La cultura originaria dei cappuccini non si desume dai libri. Né quelli letti né quelli scritti. I frati li conservavano in locali dignitosi, ma spogli, selezionandoli con il ferreo criterio della coerenza a un progetto di vita o tollerandoli perché utili a incoraggiare la pietà. Solidali con coloro che non hanno nome, convinti di non lasciare nulla dietro di sé, se non qualche gesto o parola, i fratelli che nel Cinquecento progettano di tornare all’originario spirito francescano ricercano la più disadorna precarietà. Non possiedono nulla, i loro mezzi di sussistenza sono ridotti all’indispensabile, abitano in penuria e devozione, il loro lessico è specifico e disciplinato, le loro architetture sono essenziali e minimaliste. Un tale progetto si presenta alternativo non solo alla cultura dominante, ma anche a quella specifica di marca francescana e porta inevitabilmente a una diversa interpretazione dei documenti fondatori – la regola e il testamento di Francesco – e della relativa tradizione storica e agiografica. Una rilettura che conduce all’ascetismo estremo e che si traduce, in prima istanza, in una dottrina e in un’arte del levare.

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Descrizione

La cultura originaria dei cappuccini non si desume dai libri. Né quelli letti né quelli scritti. I frati li conservavano in locali dignitosi, ma spogli, selezionandoli con il ferreo criterio della coerenza a un progetto di vita o tollerandoli perché utili a incoraggiare la pietà. Solidali con coloro che non hanno nome, convinti di non lasciare nulla dietro di sé, se non qualche gesto o parola, i fratelli che nel Cinquecento progettano di tornare all’originario spirito francescano ricercano la più disadorna precarietà. Non possiedono nulla, i loro mezzi di sussistenza sono ridotti all’indispensabile, abitano in penuria e devozione, il loro lessico è specifico e disciplinato, le loro architetture sono essenziali e minimaliste. Un tale progetto si presenta alternativo non solo alla cultura dominante, ma anche a quella specifica di marca francescana e porta inevitabilmente a una diversa interpretazione dei documenti fondatori – la regola e il testamento di Francesco – e della relativa tradizione storica e agiografica. Una rilettura che conduce all’ascetismo estremo e che si traduce, in prima istanza, in una dottrina e in un’arte del levare.

Informazioni aggiuntive

Autore: Giovanni Pozzi EAN/ISB: 9788810558409
Editore: EDB - Edizioni Dehoniane Bologna Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 1
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Giovanni Pozzi
Giovanni Pozzi (1923-2002), religioso cappuccino, ha insegnato Letteratura italiana all’Università di Friburgo, dove era stato allievo di Gianfranco Contini e Giuseppe Billanovich. Saggista e critico letterario di fama internazionale, nel 1964 pubblicò l’edizione monumentale dell’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (1499) e nel 1976 l’edizione critica de L’Adone di Giovan Battista Marino.

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