Come vento cucito alla terradi Ilaria Tuti

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Descrizione

«La figura del ricamo si adatta perfettamente anche alla scrittura della Tuti, visivamente ricchissima, merito del suo sguardo ispirato da illustratrice, ma ma anche emotivamente solida.»
TTL – La Stampa – Raffaella SIlipo

«Flora Murray e Louisa Garrett Anderson, rispettivamente anestesista e chirurga, suffragette, e amanti. La loro impresa non ha cambiato solo la storia delle donne, ma anche quella delle procedure di riabilitazione dei soldati. Scarsa la bibliografia sulla vicenda. Ed è una scrittrice italiana, Ilaria Tuti, a raccontarla per la prima volta in un romanzo: “Come vento cucito alla terra”.»
Il Venerdì di Repubblica – Giulia Villoresi

«Con le sue parole profonde e dense — mai pesanti — Ilaria Tuti ci porta nelle trincee (…). Racconta il conflitto di un secolo fa con la precisione di uno storico, ma allo stesso modo ci ricorda i drammi di oggi, accende i riflettori sull’onore di chi la guerra la combatte o la subisce, di chi sul fronte perde la vita, gli arti, la ragione. »
Corriere della Sera – Annachiara Sacchi

Londra, settembre 1914
«Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite.
Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine.
L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere.
A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»
 
Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma è anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono un’occasione di riabilitazione e riscatto.
Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

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«La figura del ricamo si adatta perfettamente anche alla scrittura della Tuti, visivamente ricchissima, merito del suo sguardo ispirato da illustratrice, ma ma anche emotivamente solida.»
TTL - La Stampa - Raffaella SIlipo

«Flora Murray e Louisa Garrett Anderson, rispettivamente anestesista e chirurga, suffragette, e amanti. La loro impresa non ha cambiato solo la storia delle donne, ma anche quella delle procedure di riabilitazione dei soldati. Scarsa la bibliografia sulla vicenda. Ed è una scrittrice italiana, Ilaria Tuti, a raccontarla per la prima volta in un romanzo: "Come vento cucito alla terra".»
Il Venerdì di Repubblica - Giulia Villoresi

«Con le sue parole profonde e dense — mai pesanti — Ilaria Tuti ci porta nelle trincee (…). Racconta il conflitto di un secolo fa con la precisione di uno storico, ma allo stesso modo ci ricorda i drammi di oggi, accende i riflettori sull'onore di chi la guerra la combatte o la subisce, di chi sul fronte perde la vita, gli arti, la ragione. »
Corriere della Sera - Annachiara Sacchi

Londra, settembre 1914
«Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite.
Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine.
L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere.
A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»
 
Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma è anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono un’occasione di riabilitazione e riscatto.
Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

Informazioni aggiuntive

Autore: Ilaria Tuti EAN/ISB: 9788830459175
Editore: Longanesi Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 384
Lingua: it Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Ilaria Tuti

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha esordito nella narrativa con Fiori sopra l’inferno (Longanesi 2018). Il secondo romanzo, Ninfa dormiente, è del 2019. Entrambi vedono come protagonisti il commissario Teresa Battaglia, uno straordinario personaggio che ha conquistato editori e lettori in tutto il mondo, e soprattutto la terra natia dell’autrice, la sua storia, i suoi misteri. Con Fiore di roccia (2020), e attraverso la voce di Agata Primus, Ilaria Tuti celebra un vero e proprio atto d’amore per le sue montagne, dando vita a una storia profonda e autentica. Nel 2021, con Luce della notte e Figlia della cenere, torna alle storie di Teresa Battaglia. Del 2021 è anche la nomina di Ninfa dormiente agli Edgar Awards e il Premio letterario Rapallo per la donna scrittrice per Fiore di roccia. È inoltre autrice del romanzo Come vento cucito alla terra (2022), ispirato alla vera storia delle prime donne chirurgo durante la Prima guerra mondiale. I suoi romanzi sono pubblicati in 27 Paesi.
Da Fiori sopra l’inferno è stata tratta l’omonima serie tv con Elena Sofia Ricci, in onda su Rai 1.

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