Bikinidi Valeria Arnaldi

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«Il costume più piccolo del mondo». Anzi, «Più piccolo del piccolo». Così il francese Louis Réard pubblicizza il primo bikini della storia. Suo il brevetto, suo il nome, sua l’intuizione pubblicitaria. Effettivamente per l’epoca, il capo è molto piccolo, tanto che nessuna modella vuole indossarlo. E lui si rivolge a Micheline Bernardini, diciannove anni, spogliarellista. È il 5 luglio 1946. Il successo è immediato. A misurarlo sono le lettere di uomini entusiasti e innamorati rivolte alla ragazza e l’interesse delle donne (anche se non tutte faranno entrare subito il due pezzi nel guardaroba). A decenni di distanza, il bikini – chiamato come l’atollo dove gli Usa compivano gli esperimenti nucleari, a sottolineare i possibili effetti “esplosivi” – è ancora oggi amato, celebrato, ripensato, e ovviamente indossato. Nel mezzo, una lunga storia fatta di modelli iconici e dive che li hanno consacrati, competizioni, scatti divenuti cult e immagini da film. Creazioni di gran moda e altre “uniche”. Ecco allora Brigitte Bardot, nel 1952, nel film Manina, ragazza senza veli, e la Bond girl Ursula Andress, nel 1962, in Agente 007 – Licenza di uccidere. E ancora immagine e stile citati da Halle Berry, Bond girl in La morte può attendere, nel 2002. Senza dimenticare rimandi nelle canzoni – Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polkadot Bikini di Brian Hyland – e in alta moda e design. Poi, le varianti, dal monokini al trikini, la simbologia, le provocazioni e molto altro. Tra memorie estive, sfilate, film celebri e immaginario, un viaggio alla scoperta dei bikini che hanno segnato la storia. Anche dello stile.

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«Il costume più piccolo del mondo». Anzi, «Più piccolo del piccolo». Così il francese Louis Réard pubblicizza il primo bikini della storia. Suo il brevetto, suo il nome, sua l’intuizione pubblicitaria. Effettivamente per l’epoca, il capo è molto piccolo, tanto che nessuna modella vuole indossarlo. E lui si rivolge a Micheline Bernardini, diciannove anni, spogliarellista. È il 5 luglio 1946. Il successo è immediato. A misurarlo sono le lettere di uomini entusiasti e innamorati rivolte alla ragazza e l’interesse delle donne (anche se non tutte faranno entrare subito il due pezzi nel guardaroba). A decenni di distanza, il bikini – chiamato come l’atollo dove gli Usa compivano gli esperimenti nucleari, a sottolineare i possibili effetti “esplosivi” – è ancora oggi amato, celebrato, ripensato, e ovviamente indossato. Nel mezzo, una lunga storia fatta di modelli iconici e dive che li hanno consacrati, competizioni, scatti divenuti cult e immagini da film. Creazioni di gran moda e altre “uniche”. Ecco allora Brigitte Bardot, nel 1952, nel film Manina, ragazza senza veli, e la Bond girl Ursula Andress, nel 1962, in Agente 007 – Licenza di uccidere. E ancora immagine e stile citati da Halle Berry, Bond girl in La morte può attendere, nel 2002. Senza dimenticare rimandi nelle canzoni – Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polkadot Bikini di Brian Hyland – e in alta moda e design. Poi, le varianti, dal monokini al trikini, la simbologia, le provocazioni e molto altro. Tra memorie estive, sfilate, film celebri e immaginario, un viaggio alla scoperta dei bikini che hanno segnato la storia. Anche dello stile.

Informazioni aggiuntive

Autore: Valeria Arnaldi EAN/ISB: 9788892785861
Editore: Ultra Protezione: watermark |
Formati disponibili: epub Pagine versione cartacea: 208
Lingua: ita Estratto: Leggi

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Informazioni sull'autore

Valeria Arnaldi
Giornalista e scrittrice. Tra i suoi libri più recenti, Tina Modotti hermana, Gli amori di Frida Kahlo, Nico, o dell’infelicità. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale. Per Ultra, ha pubblicato, tra gli altri, Metropolitan Eros – Nudo ed erotismo nella street art, Barbie – La venere di plastica, Psicologia della bellezza, Bomba sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennio, Fashionland – Gli abiti più belli della storia del cinema.

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