Aspenia n. 89di Aa.vv.

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Descrizione

Nuova coscienza del rapporto tra sicurezza e libertà nelle società occidentali, lo smart working come nuovo modo di lavorare, una parziale deglobalizzazione del sistema economico e i cambiamenti negli assetti geopolitici internazionali: di questo e molto altro tratta il numero 89 di Aspenia – rivista di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù – sul quale intervengono Domenico De Masi, Nando Pagnoncelli, Francis Fukuyama, Azar Nafisi, Sabino Cassese, Walter Russel Mead, Grady Nixon, Minxin Pei e Bruno Tertrais.
La pandemia non sta cambiando il mondo: ha piuttosto compresso e forzato dei fenomeni già in atto come la vulnerabilità delle catene globali del valore e lo stallo del sistema geopolitico multilaterale. La crisi economica – che per molti assomiglia alla Grande Depressione degli Anni Venti del secolo scorso – porta con sé il rischio di un¿esplosione sociale e probabili forti spinte nazionalistiche.
Non ci saranno né vincitori né vinti negli assetti post-Covid-19.
Gli Stati Uniti, pessimi gestori della pandemia, con numeri di disoccupazione ancora preoccupanti, hanno però dalla loro una minore dipendenza dall’export e dei fondamentali economici sostanzialmente solidi. Anche se la mala gestione dell’emergenza sanitaria e il non risolto nodo del razzismo possono ulteriormente scatenare una diffusa rabbia sociale.
La Cina, dove tutto ha avuto origine, ha provato a recuperare la caduta verticale di immagine puntando su aiuti umanitari ai Paesi più in difficoltà e ha debellato la pandemia con un rigorosissimo lockdown. Ha però già perso il 7% del PIL e, di certo, i suoi fondamentali economici non solo solidi come quelli americani e, in ogni caso, troppo dipendenti dall’export.
E l’Europa come dovrà giocare la sua partita a fronte dei due “perdenti relativi” Usa e Cina? La prospettiva di una sovranità economica europea dovrà combinarsi con il tentativo di ricostruire l’ormai difficile rapporto con gli Stati Uniti.
Una rafforzata relazione transatlantica resta il punto strategico di un’agenda geopolitica europea post-Covid 19 che, peraltro, dovrà prevedere anche una rinnovata attenzione ai rapporti con l’area mediterranea, messa ulteriormente sotto stress da pandemia e crisi petrolifera.

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Nuova coscienza del rapporto tra sicurezza e libertà nelle società occidentali, lo smart working come nuovo modo di lavorare, una parziale deglobalizzazione del sistema economico e i cambiamenti negli assetti geopolitici internazionali: di questo e molto altro tratta il numero 89 di Aspenia - rivista di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù - sul quale intervengono Domenico De Masi, Nando Pagnoncelli, Francis Fukuyama, Azar Nafisi, Sabino Cassese, Walter Russel Mead, Grady Nixon, Minxin Pei e Bruno Tertrais.
La pandemia non sta cambiando il mondo: ha piuttosto compresso e forzato dei fenomeni già in atto come la vulnerabilità delle catene globali del valore e lo stallo del sistema geopolitico multilaterale. La crisi economica - che per molti assomiglia alla Grande Depressione degli Anni Venti del secolo scorso - porta con sé il rischio di un¿esplosione sociale e probabili forti spinte nazionalistiche.
Non ci saranno né vincitori né vinti negli assetti post-Covid-19.
Gli Stati Uniti, pessimi gestori della pandemia, con numeri di disoccupazione ancora preoccupanti, hanno però dalla loro una minore dipendenza dall'export e dei fondamentali economici sostanzialmente solidi. Anche se la mala gestione dell'emergenza sanitaria e il non risolto nodo del razzismo possono ulteriormente scatenare una diffusa rabbia sociale.
La Cina, dove tutto ha avuto origine, ha provato a recuperare la caduta verticale di immagine puntando su aiuti umanitari ai Paesi più in difficoltà e ha debellato la pandemia con un rigorosissimo lockdown. Ha però già perso il 7% del PIL e, di certo, i suoi fondamentali economici non solo solidi come quelli americani e, in ogni caso, troppo dipendenti dall'export.
E l'Europa come dovrà giocare la sua partita a fronte dei due "perdenti relativi" Usa e Cina? La prospettiva di una sovranità economica europea dovrà combinarsi con il tentativo di ricostruire l'ormai difficile rapporto con gli Stati Uniti.
Una rafforzata relazione transatlantica resta il punto strategico di un'agenda geopolitica europea post-Covid 19 che, peraltro, dovrà prevedere anche una rinnovata attenzione ai rapporti con l'area mediterranea, messa ulteriormente sotto stress da pandemia e crisi petrolifera.

Informazioni aggiuntive

Autore: Aa.vv. EAN/ISB: 9788832494778
Editore: IlSole24Ore Publishing and Digital Protezione: acs4 |
Formati disponibili: epub, pdf Pagine versione cartacea: 280
Lingua: it Estratto: Leggi

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